Editoriale
Una pazza primavera, tra lotta scudetto e corsa Champions

Pazza Inter, per definizione, per statuto, per DNA. Pazza primavera, quella che sta per aprirsi. E per i tifosi nerazzurri la speranza è che non diventi anche maledetta. Perché il derby della Madonnina di domenica sera lascia in eredità proprio una sensazione: una pazza, strana, quasi impossibile idea. Riaprire un campionato che sembrava ormai chiuso.
Fino a pochi giorni fa la Serie A pareva avere un padrone assoluto. L’Inter aveva cannibalizzato il campionato, accumulando numeri, record e statistiche che raccontavano il dominio della squadra di Chivu. Un percorso quasi perfetto, da macchina inarrestabile.
Poi, però, qualcosa si è inceppato.
I nerazzurri restano una squadra fortissima, una corazzata costruita per vincere. Ma per una volta lasciamo da parte il lessico bellico, anche per rispetto dei tempi difficili che stiamo vivendo, e torniamo alla semplicità del calcio. Un calcio semplice, come quello raccontato dal teorema di Massimiliano Allegri: fare una cosa più dell’avversario, magari vincere di cortomuso. Ed è esattamente quello che è successo nel derby.Il Milan si prende la stracittadina con l’arma più antica del calcio: un episodio. Finisce 1-0, decide Pervis Estupiñán, terzino di riserva, uno che in estate era stato etichettato troppo in fretta come flop di mercato.
E invece è proprio lui a firmare il derby. Un gol pesantissimo, non solo per l’orgoglio rossonero, ma per l’intero campionato. Perché quella rete prova a fare qualcosa che fino a ieri sembrava impossibile: riaprire la corsa allo scudetto. La distanza resta importante: sette punti. Non pochi. Ma nemmeno un abisso quando davanti ci sono ancora settimane decisive e una primavera che promette scosse.
Anche perché il calendario non regala tregua a nessuno. L’Inter ha davanti un percorso complicato, ma a dire la verità neppure quello del Milan è una passeggiata, con diversi scontri diretti che potrebbero ridisegnare la classifica.
E mentre la lotta per il vertice torna a vivere, entra nel momento più caldo anche quella per il quarto posto Champions. Qui la squadra che sembra essersi smarrita è la Roma di Gian Piero Gasperini. Lo ha ammesso lo stesso tecnico dopo la sconfitta contro il Genoa di Daniele De Rossi: qualcosa nel meccanismo giallorosso si è rotto. Il punto di svolta, forse, è stato quel 3-3 all’ultimo minuto contro la Juventus, una partita che avrebbe potuto lanciare definitivamente la Roma. Invece ha lasciato scorie.
Oggi i giallorossi si ritrovano a 51 punti, agganciati dal sorprendente Como, con la Juventus subito dietro a una sola lunghezza. E la prossima giornata propone proprio la sfida contro i Lariani, uno scontro diretto che sa già di bivio.
Scudetto e Champions: due corse che si intrecciano. Tutto dentro una primavera che si annuncia pazza. Forse non maledetta. Ma di sicuro decisiva.









