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La doppia partita di Modric e De Bruyne, campioni alla prova della novità

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Modric

La partita tra Milan e Napoli è stata soprattutto la sfida tra loro due: Luka Modric e Kevin De Bruyne. Due dei migliori centrocampisti in circolazione, due dei talenti più cristallini del calcio, dei nomi che più sanno di storia. Due che hanno deciso di venire in Italia per rimettersi in gioco, rifiutando gli agi (e i milioni) d’Arabia e d’America.

La partita tra Milan e Napoli l’ha vinta, ovviamente, Modric. Non solo per il risultato in campo, ma per l’atteggiamento. Una scena su tutte: sono i secondi finali di una partita tesissima, i rossoneri sono in 10 uomini da oltre mezz’ora e soffrono, gli azzurri spingono, vogliono il pari. La palla arriva a Modric, che non ha dubbi: va spazzata più lontano possibile. Come l’ultimo dei difensori di Terza Categoria, come lo stesso piede di chi ha quasi 1000 presenze in carriera e 6 Champions League. La palla lontana, al parroco, a conquistare secondi preziosi. E proprio in quei secondi arriva il triplice fischio e Modric si lascia andare ad un urlo liberatorio e felice, genuino e rabbioso. Ha vinto solo una partita, importante, per carità, ma neanche paragonabile a tante altre della sua carriera. E invece è lì che esulta.

C’è tanto dietro a gesti come questo. Così come c’è tanto dietro la scelta di andare ogni giorno a lezioni di italiano, di vedersi tutte le partite della Serie A per capire ritmi e avversari, di dosare bene ore di sonno e piatti a tavola, di arrivare per primo agli allenamenti.

C’è tanto anche dietro un altro gesto, quello dell’altro protagonista di questo incontro: De Bruyne. Che quando viene sostituito da Conte ha un cenno di stizza, lascia il campo infastidito, non dà il cinque al suo allenatore. Oggi, come si legge sul Corriere della Sera, è arrivato il confronto tra tecnico e squadra. Dove è stata ribadita una cosa: il talento senza squadra non è niente. E allora prima il Napoli, poi De Bruyne. Prima il collettivo, poi il singolo. Lo aveva fatto capire al termine della partita, Conte. E adesso è tornato a dirlo ancora più forte. Il belga ex Manchester City dovrà abituarsi anche a questo: a un tecnico molto diverso da Pep Guardiola. Ma per un campione come lui, siamo sicuri, non sarà difficile. Basta avere l’umiltà di ripartire da capo. E di inseguire, con fame, ancora un’altra vittoria.

Prof di giorno, giornalista freelance di notte. Direttore de il Catenaccio e Head Writer di Sportcafe24.com

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