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Editoriale

Tre squadre in vetta, ma è il Milan a convincere di più

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Allegri

Dopo cinque giornate, ci sono tre squadre in testa alla Serie A. Tutte raccolte a quota 12 punti, tutte e tre a litigarsi il monopolio di un campionato che sembra non avere padroni, ma che dopo l’ultimo turno può sicuramente contare una pretendente in più.

Sì, perché il Milan di Massimiliano Allegri dopo aver vinto contro i campioni d’Italia del Napoli non si è preso solo la testa della classifica e il primo grande big match della stagione. Ha lanciato un messaggio: per lo scudetto ci siamo anche noi. E non potrebbe essere altrimenti per una squadra che dopo l’avvio shock con la sconfitta in casa contro la Cremonese è stata in grado di mettere a segno 4 vittorie di fila, subendo poco e segnando tanto. Contro i partenopei, poi, i rossoneri sono sembrati squadra vera: un primo tempo spumeggiante, dove Pulisic incanta con gol e assist, poi un secondo tempo di sostanza, di sofferenza dopo l’espulsione di Estupinan, di quantità. Una squadra “allegriana”, che pensa al risultato, che pensa a portare a casa la posta in gioco. E che proverà a dire la sua, complice anche una settimana senza coppe e con più energie.

Gli uomini di Conte tornano invece con i piedi per terra e soprattutto tornano a perdere dopo 7 mesi. Le scelte del tecnico, che guardava all’Europa e ha tentato un mini turn over, alla fine non hanno pagato ed ecco che il Napoli è apparsa una squadra diversa: troppo disattenta in difesa, troppo incompiuta in attacco. A complicare la giornata ci sono le serate no di alcuni top player, De Bruyne su tutti, che fanno suonare un campanello d’allarme. Con una premessa necessaria: il Napoli, anche se perde, è comunque la squadra straordinaria che ha fatto strabuzzare gli occhi lo scorso anno.

C’è un’altra prima in classifica, che ha più le sembianze dell’imbucata, ma intanto è lì e si gode il momento. E’ la Roma di Gian Piero Gasperini, prima con due statistiche particolari: miglior difesa del campionato, con 1 solo gol subito in 5 partite, grazie anche ad un super Mile Svilar, ma anche peggior attacco delle prime otto posizioni. Se l’Inter ha segnato 13 reti, l’Atalanta e il Napoli 10 e Milan e Juventus si attestano a 9 centri, i giallorossi rimangono fermi a 5 gol in altrettante partite.

Quello che serve per vincere, è vero. Ma per quanto tempo ancora?

Prof di giorno, giornalista freelance di notte. Direttore de il Catenaccio e Head Writer di Sportcafe24.com

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