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Editoriale

Non c’è la fuga dell’Inter, ma un campionato ha dei padroni definiti

Emozioni, polemiche e il sigillo di McTominay: il pareggio del Meazza certifica che lo Scudetto sarà una questione privata tra le due armate di Chivu e Conte

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Minuto 93. È l’istante che può cambiare una stagione e che, di certo, ha cambiato la partita. Mkhitaryan calcia, Milinković-Savić sembra battuto, ma a salvare il Napoli è il palo. Un legno che vale come un fischio finale: partita finita, tutti a casa. La fuga dell’Inter non c’è, la vetta resta condivisa e arriva il primo pareggio stagionale. Ma con esso arriva anche molto, molto altro.

Arrivano nuove conferme, innanzitutto, sull’allergia della squadra di Chivu agli scontri diretti. Contro un Napoli in grandissima emergenza, i nerazzurri partono nel modo migliore possibile, sbloccando subito il match con Dimarco. La sensazione è quella di una gara indirizzata, ma è solo un’illusione. Perché poi sale in cattedra la grande stella dei partenopei: Scott McTominay. Lo scozzese pareggia non una, ma due volte, recuperando anche il rigore trasformato da Çalhanoğlu. Una gara bella, frizzante, sempre viva, che non concede tregua né in campo né sugli spalti.

È una partita che mette in vetrina le due grandi armate della nostra Serie A, destinate a contendersi lo scudetto fino all’ultimo metro. Dopo il match di San Siro viene quasi naturale sottolineare come esista un abisso tra queste due squadre e il Milan di Allegri, che a Firenze riesce a evitare la sconfitta solo grazie al gol allo scadere di Nkunku. La distanza appare siderale anche rispetto alla Roma di Gasperini, lassù in classifica ma con il vantaggio di una, se non due, partite in più. E c’è differenza evidente anche con la Juventus di Spalletti, chiamata stasera contro la Cremonese a vincere obbligatoriamente per non vedere le altre scappare.

Era una sfida tutta da seguire anche in panchina. Conte e Chivu si erano pizzicati nel pre-partita, nonostante gli attestati di stima reciproca, soprattutto da parte del tecnico romeno. Espulso l’ex Juventus, al grido di “vergognatevi!” nel momento in cui viene confermato il rigore ai padroni di casa. Al suo posto, nel post-gara, parla il vice Stellini: “Dal punto di vista fisico siamo in un buon momento. Vorremmo poter contare su più rotazioni, ma rimontare due volte l’Inter a San Siro non è mai facile. La squadra ha meritato il pareggio”.

Più pacato, ma con l’amaro in bocca, Chivu: “C’è rammarico perché per due volte siamo andati in vantaggio e non abbiamo avuto la lucidità di andare fino in fondo. Va dato merito agli avversari che ci hanno creduto. Porto a casa l’atteggiamento e la voglia di andare in avanti. Peccato aver pareggiato, ma queste due squadre hanno alzato il livello del gioco”.

Un livello altissimo, semplicemente irraggiungibile, almeno per ora, dalle altre.

Prof di giorno, giornalista freelance di notte. Direttore de il Catenaccio e Head Writer di Sportcafe24.com

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