Durante l’interrogatorio di rito, all’attenzione del pm Giovanni Polizzi, l’uomo ha dicharato di essere “malato” e di essere in cura presso uno psicologo che lavora nel carcere di Bollate e, pertanto, ha chiesto lo spostamento nella sopraccitata casa circondariale.
Le indagini dei carabinieri di Trezzano Sul Naviglio (Mi) hanno evidenziato il meccanismo ripetitivo dell’uomo: l’allenatore adescava le bambine su internet spacciandosi per un quindicenne utilizzando un nickname fasullo. Davanti alle accuse di pedofilia, il milanese ha però smentito qualunque sorta di incontro personale con le ragazzine. E, nel frattempo, l’uomo ha chiesto al Gip di poter essere castrato chimicamente, per poter porre freno a questa sua perversione e per poter fare un primo passo per cercare di uscire dall’oblio.
Nicolò Bonazzi
