Il campionato di serie A a detta di tutti è in crisi; i top player snobbano il Bel Paese, il livello del campionato si è abbassato, le big non riescono più a trattenere i grandi campioni: questi sono i commenti dei principali critici ed opinionisti quando si parla del calcio nostrano. Ma è davvero così? A vedere il dream team che vi proponiamo dopo l’undicesima giornata di Serie A si direbbe proprio di no: non ci sono molti TOP PLAYER (termine fin troppo usato negli ultimi anni) da prima copertina, ma molti campioni silenziosi che regalano prestazioni di alto livello senza però essere sotto i riflettori dell’opinione pubblica. Ecco la formazione proposta, seguita dai commenti dei principali giornali italiani.
La formazione che vi proponiamo è estremamente spregiudicata e offensiva ma veramente ricca di talento: l’undici racchiude i giocatori più determinanti negli scontri del weekend, a partire dagli anticipi di sabato, fino ad arrivare al monday night di ieri.
DREAM TEAM SERIE A (3-4-3): De Sanctis; Barzagli, Ranocchia, Rodriguez; Alvarez, Hamsik, Borja Valero, Cerci; Berardi, Palacio, Callejon
Morgan De Sanctis: Due grandi parate su Cerci e ma soprattutto su Meggiorini: quando la sua porta sembra poter rimanere ‘bianca’ anche questa volta, ecco il centro di Cerci. Che interrompe la sua imbattibilità dopo 743’. Baluardo
Andrea Barzagli: I suoi anticipi sono impeccabili: roccia della difesa bianconera
Andrea Ranocchia: Grande conclusione al volo da centravanti puro per il 2-0 interista e dietro non si passa
Gonzalo Rodriguez: E’ febbricitante ma nessuno se ne accorge. Dirige con maestria la retroguardia, annulla Balotelli e si conferma l’autentico totem della retroguardia viola.
Alessio Cerci: L’ex di turno è devastante: quando prende palla non ci sono avversari che da soli lo possano arginare, ne servono almeno due. Mette i brividi alla Roma nel finale di primo tempo con un paio di accelerazioni urtanti, la punisce con il gol nella ripresa. Fa la differenza. Sempre.
Marek Hamsik: Divide la palma di migliore in campo con Callejón, segnando il gol del raddoppio e proponendosi in ogni azione offensiva dei partenopei. Cerca più volte la conclusione da fuori area andando vicinissimo alla doppietta personale.
Borja Valero: Segna fa segnare, corre come un maratoneta avanti e indietro e non sbaglia un passaggio o una decisione mostrando ancora una volta di essere un giocatore di una qualità e un intelligenza superiore. E con il Milan ha un conto aperto: visto che dopo aver segnato 12 mesi fa ha gonfiato la rete anche stasera.
Ricardo Alvarez: Come sempre tra i migliori: danza come un ballerino e si libera facilmente degli avversari. Tocchi intelligenti, filtranti, giocate di suola: è il miglior Alvarez. Alcune giocate sono da prezzo del biglietto, calciatore veramente trasformato. Nel finale, poi, la gioia del gol. Meritatissimo.
Domenico Berardi, autore di una tripletta che gli è valsa un posto nel Dream TeamDomenico Berardi: Secondo tempo pazzesco! Inizia approfittando di una leggerezza di Costa che si fa superare dalla palla e batte freddamente Da Costa, passano due minuti e si procura un rigore che lui stesso realizza, la Samp pareggia e allora capisce che è il momento di completare l’opera dal dischetto per il 4-3 finale, prima tripletta in Serie A a soli 19 anni.
Rodrigo Palacio: Segna sempre lui, Rodrigo Palacio. Sono 7 i gol in Serie A in questa stagione. Stavolta di testa, segna in tutti i modi. Gol e non solo, perché come gli attaccanti di Mazzarri fa anche recuperi difensivi. Segna e poi corre tanto, come fa sempre: attaccante completo e decisivo. Nel finale l’assist a Ricky Alvarez.
Josè Maria Callejon: Segna con una magia imparabile per Andújar aprendo le marcature a favore della squadra azzurra. Dopo il gol continua a macinare gioco e ad apportare soluzioni ed alternative all’attacco. Si muove a tutto campo e mette in ginocchio tutta la retroguardia ospite.
Jacopo Gino
