Ottima la prima mezz’ora disputata dagli uomini di Prandelli: tecnica, intensità e inserimenti dei centrocampisti hanno portato più volte gli azzurri vicinissimi al gol, come testimoniano le occasioni divorate in sequenza due volte da Balotelli e dall’ottimo Giaccherini.
L’unico brivido per la difesa di matrice juventina è stata la traversa scheggiata da Guardado su deviazione plastica di Buffon.
L’Italia passa in vantaggio al 27′ grazie ad una punizione magistrale dipinta dai piedi di Pirlo, che raccoglia la standing ovation del pubblico brasiliano. La partita sembra incanalarsi verso una goleada ma Barzagli si rende protagonista di uno svarione da terza categoria perdendo palla in area e stendendo platealemnte Giovanni Dos Santos. Dal dischetto Chicharito Hernandez spiazza Buffon. Tutto da rifare
Nella ripresa il Messico passa al 3-5-2 e l’Italia stende a sfondare il fortino issato dal Messico a protezione della difesa. Ma al 78′ Giaccherini serve in no-look Balotelli che con un ‘compasso’ aggira la marcatura di Rodriguez e di forza infila la palla alle spalle di Corona.
Nel finale flebile assalto del Messico che non riesce ad impensierire un serafico Buffon.
FLOP ITALIA-MESSICO
Marchisio 5: la brutta copia di se stesso. Il centrocampista della Juventus è uno degli uomini meno in forma, e lo si nota proprio contro il Messico. Difficilmente è al centro dell’azione, e raramente lo si nota. Sembra eclissarsi dalla manovra, dimostrando di soffrire il nuovo ruolo affidatogli da Prandelli. Merita la sostituzione, in attesa di tempi migliori.
TOP ITALIA-MESSICO
De Sciglio 7: se Pirlo è il professore del centrocampo, lui (anagraficamente) potrebbe essere considerato un allievo, ma calcisticamente ha dimostrato di avere una maturità davvero invidiabile. Sulla sua fascia di competenza è protagonista assoluto. Si propone con assiduità, e i compagni lo cercano senza timori. Bene anche in fase difensiva. Per avere 20 anni – non dimentichiamoci che il terzino rossonero è un classe 1992 – la sua diligenza in campo è da standing ovation (o da ola, come preferiscono sicuramente in Brasile).
IL PROTAGONISTA
Enrico Gorgoglione e Massimiliano Riverso