MORATTI DIFENDE LE SUE SCELTE E METTE L’INTER IN PRIMA FILA – Un Moratti nuovo, più pragmatico e meno passionale, riflessivo e meno d’istinto. Non che avrebbe già cacciato un altro allenatore alla seconda di campionato, ma i cuori agitati in casa Inter erano all’ordine del giorno, ed era facile emergessero nelle parole e nei fatti. Ora c’è un progetto nuovo, giovane e ponderato. Quest’ultima caratteristica ben si addice al Presidente nerazzurro, versione 2012/2013: ” E’ stata una svolta, sportiva e politica; è un anno importantissimo, in cui si ricostruisce sulla base di quei valori che l’Inter ha “. E sono valori forti, ci tiene a puntualizzare il massimo dirigente della beneamata. Un mercato intelligente, con decisioni difficili da prendere per il bene dei bilanci che ancora soffronto di anni ed anni di sperpero e sprechi.
Una squadra nuova ed un tecnico nuovo, quell’Andrea Stramaccioni, da cui ripartire subito. E Moratti ci tiene a precisare e motivare la sua scelta: ” Mi sembrava avesse tutte le caratteristiche per fare il tecnico e non ho sbagliato sulle doti della persona. E’ un anno chiave per tornare ad essere protagonista, la strada sarà difficile“. Ma l’Inter c’è, lì sul pezzo e sulla scia di una nuova linea aziendale, cominciata con l’ingresso nell’asset societario del dg Fassoni, proveniente dal Napoli: ” Senza dimenticare la riconoscenza di un passato recente, questa è stata una svolta e in un’economia che deve darci la forza di trovare dei valori positivi. Lavoriamo di più, ed è un buon allenamento per la vita. E usiamo più la fantasia“. Fantasia, quella che ha portato alla scelta di Stramaccioni, poi di Cassano. E chissà, a cos’altro, in quel di maggio.
Orazio Rotunno
