Certe partite non si concludono al 90esimo minuto, certe partite continuano oltre il triplice fischio. E si giocano tra social e radio, tra le pagine dei giornali e tra le sedie dei bar. Certe partite, come i derby, lasciano scorie e strascichi, gonfiano il petto e soffiano nelle vele, possono gettare a terra o possono alzarti in aria.
Guardate la Lazio, ad esempio, protagonista della prima, piccola crisi di Maurizio Sarri. Un derby pesa, è vero, ma è comunque ancora settembre, c’è tutta la stagione davanti, c’è tutto il tempo per capire gli errori. Ma è proprio di errori che si parla ed è di errori che si discute. Anzi, di un errore: quello di Nuno Tavares, che ha propiziato il gol di Lorenzo Pellegrini. E quello del portoghese è diventato un caso, tra la litigata in campo con Zaccagni (“Che cosa fai?”, per usare un linguaggio più pulito) e le urla di Provedel, il confronto, acceso, con Romagnoli e Gila, il cambio al primo tempo e la sospetta fuga dallo Stadio. La società della Lazio ha smentito, ma intanto Nuno Tavares non è rientrato in panchina e non è stato visto da nessuno raggiungere i familiari in tribuna.
Ed ecco allora che esplode la bomba, già piazzata da Zaccagni che ha provato, in qualche modo, anche a fare da artificiere, disinnescando la situazione: “Di errori eclatanti ce n’è stato uno, in occasione del gol subito. Se facciamo errori così è difficile riprendere le partite in mano, ribaltarle. Bisogna ricompattassi, riprendere un po’ di umiltà e ripartire”. Intanto però, dalla prossima, per Nuno Tavares si apriranno le porte della panchina.
Chi invece spera di non sedersi più è Lorenzo Pellegrini, l’uomo copertina di questo derby, un giocatore ritrovato, tra lacrime e sudore, tra rabbia e voglia di rivalsa. La scelta di lanciarlo titolare ha premiato Gasperini, che però è stato chiaro: “Pellegrini ha qualità, ora deve diventare un atleta”. La palla, quindi, sta a lui. Perché certi gol e certe partite possono veramente cambiare la storia di un giocatore. Non ce l’ha fatta lo scorso anno, quando dopo il gol nel derby è uscito nuovamente dai radar, segnando l’unica, grande falla nella gestione Ranieri. Ora però c’è una nuova opportunità. C’è l’opportunità di riprendersi la Roma, la titolarità e la fascia da capitano. C’è l’opportunità di riprendersi la convocazione in Nazionale, dove Rino Gattuso lo aspetta a braccia aperte. C’è la speranza di poter strappare, in qualche modo, un nuovo contratto con la squadra che tifa, la squadra che porta nel cuore, la squadra che ama.
Ma a decidere, prima della società, sarà il campo. E’ lui, come sempre, il giudice supremo di questo fantastico gioco che è il calcio.
