Secondo una recente indagine compiuta su un campione di tifosi provenienti da tutti le regioni d’Italia, l’indice di idiozia ha superato nel primo semestre 2015 il tetto del 75%, un record senza precedenti.
Gli analisti del settore sostengono che una delle cause principali di questa crescita esponenziale sono i social network e, più precisamente, il desiderio di innalzare il proprio status social nel ranking degli ultras multimediali. Uno dei principali sides di questa epidemia del nuovo millennio è l’insulto gratuito a giornalisti, blogger e addetti ai lavori, a volte dai medesimi addetti ai lavori che si celano con finte identità e profili fake. Questa tendenza è preoccupante, perché rischia di proiettarci in un nuovo Medioevo, un medioevo digitale in cui anche l’essere più acefalo del mondo può avvelersi del diritto dell’offesa e degli insulti gratuiti, senza il giusto arbitrio.
La nostra redazione non ha bandiere, colori o dittatori che ci impongono su come e su chi dobbiamo scrivere. Non siamo schiavi di nessuno e analizziamo i fatti da punti di vista differenti, suggerendo spunti di riflessione ai nostri lettori. La schiavitù appartiene invece a voi ebioti, che siete costretti a saltellare in curva pena la gogna dei capi ultras, a scrivere boiate sugli omosessuali e sulle persone che hanno un colore della pelle differente dal vostro. Siete schiavi del vostro odio e del vostro essere repressi, che vi rende protagonisti della vita solo con post e striscioni xenofobi, o con scritte sui muri di periferia come “Romagnoli come Zanardi“. D’altronde il vostro piccolo mondo non vi offre veramente nulla Pertanto non vi resta altro che piangere.
