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Pagelle Giro, 2^ tappa: Viviani “roadstard”, Astana chioccia

Elia Viviani, vincitore della seconda tappa del Giro d'Italia

Elia Viviani, vincitore della seconda tappa del Giro d'Italia

Nella prima tappa in linea del Giro, le sorprese sono sempre dietro l’angolo. O in mezzo alla strada, come nel caso del fratello di Quintana, franato a terra dopo non aver visto uno spartitraffico. Il primo “volatone”, con forze fresche e ranghi compatti, si sapeva avrebbe fatto gola a tutti. E in mezzo al marasma generale degli ultimi venti chilometri, qualcuno ne ha fatto le spese: uno su tutti Pozzovivo, rimasto attardato in una caduta e incapace di rientrare in gruppo (1’09” il ritardo all’arrivo). Dal “mischione” finale a spuntarla è stato Viviani, al primo successo in carriera nella Corsa Rosa. Matthews, per il gioco dei piazzamenti, torna a vestire la maglia di leader dopo la lunga parentesi dell’anno scorso. Da domani, primo “assaggio” di montagna.

LE PAGELLE:

VIVIANI: 10 – Per spuntarla sul rettilineo in leggera pendenza di Genova, ci voleva un acuto da rockstar. O da pistard. Il colpo di reni in rimonta con cui supera Hofland è eccezionale. In pista è di livello Mondiale, le strade di questo Giro lo renderanno ancora protagonista.

HOFLAND: 8,5 – Il primo nome nuovo di questo Giro: olandese classe ’91, accarrezza per una manciata di metri il sogno di esordire col botto. Ma non aveva fatto i conti con chi stesse per risalire dalle sue spalle.

ASTANA, TINKOFF: 7,5 – Le grandi squadre sanno che una grande corsa a tappa si vince e si perde dal primo all’ultimo chilometro. In una tappa insidiosa come quelle che la Liguria sa offrire, tengono nelle primissime posizioni i rispettivi capitani nelle fasi clou della tappa.

Alessandro Petacchi alla sua 14^ partecipazione al Giro

PETACCHI: 7 – Le nuove generazioni sono per lui un ostacolo ormai insormontabile. Aveva paventato il ritiro nella scorsa stagione, a 41 anni suonati è ancora lì. L’ottimo quinto posto è sintomo di una buonissima condizione: prima di scendere di biclicletta, vorrà in qualche modo lasciare un segno.

MATTHEWS: 6,5 – Alla prima occasione, riprende il discorso “rosa” lasciato in sospeso un anno fa. Per agguantare la maglia si lancia nello sprint. Non è un velocista puro e si vede: parte troppo in anticipo, la sensazione è che se si fosse gestito meglio sarebbe finito nei primi tre.

AG2R: 4 – La sfiga ci vede benissimo, soprattutto se trova terreno fertile. Pozzovivo rimane coinvolto in una caduta, evitabile se la squadra avesse imitato i compagni di Aru e Contador. Rincorsa in gruppo tardiva e affannosa, e lo scalatore lucano in classifica incassa un minuto e nove secondi.

Manlio Mattaccini

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