ROMA CAPOCCIA – Partiamo dalla realtà di casa nostra. La Serie A intera sta ammirando dal basso verso l’alto le gesta di una squadra che giornata dopo giornata sovverte ogni pronostico, arrivando a stupire persino se’ stessa. Bentornata, Roma. Dopo anni di oblio e confusione, i giallorossi si sono rimessi in carreggiata. E lo hanno fatto in maniera plateale, roboante, esagerata. La crescita non è stata graduale, bensi repentina. Senza mezze misure la Roma: dalla disperazione sportiva alla gioia incontenibile di essere dominatori incontrastati. In men che non si dica, con buona pace della Juve pluricampione. Il campionato è lungo, certo, ma al momento i capitolini sembrano avere qualcosa in più di tutti. Merito di Rudi Garcia, un allenatore a cui la piazza, se potesse, tributerebbe subito una statua. E merito di una campagna acquisti spettacolare: Gervinho, Strootman, Maicon, Benatia, Ljajic, De Sanctis. Tutti già grandissimi protagonisti. Sono loro i principali artefici della rinascita, assieme al trittico di Romani de Roma formato da Florenzi, De Rossi e Totti. Già, Totti. Dire che il capitano sta vivendo una seconda giovinezza sarebbe tanto banale quanto errato: la sua giovinezza non è finita mai. E con quello sguardo da ragazzino dispettoso, vorrebbe fare un dispetto a tutte le altre contendenti: riportare la Roma giallorossa sul tetto d’Italia.
YOU’LL NEVER WALK ALONE – Spostiamoci un po’ più a nord, in un’altra capitale – sportiva, s’intende – del calcio che conta. Liverpool, Merseysyde. C’è uno stadio che sembra un teatro, e chi va a vedere lo spettacolo canta sempre una canzone particolare: You’ll never walk alone. Canta, e mette in pratica. Perchè i tifosi più caldi d’Inghilterra non hanno mai lasciato soli i loro eroi. Nemmeno nei momenti più bui. Cosi come Steven Gerrard, il grande capitano, non se l’è mai sentita di lasciare sola Liverpool. Anche se è un po’ di anni che le cose non vanno bene. Ma la ruota gira, e stavolta sembra stia girando dalla parte dei Reds. Anfield Road è tornata a sperare, a coltivare sogni di gloria. Ed a vivere stati di esaltazione assoluti grazie a quel funambolo di Suarez, autentico trascinatore assieme all’eterno Stewie G. E cosi il Liverpool, che di Champions ne ha vinte tante ma che in Champions non mette piede da qualche anno, guarda di nuovo tutti dall’alto della classifica. Finalmente. I magnati che hanno preso in mano le varie società d’Inghilterra, adesso, dovranno fare i conti con la storia.
SIMEONE REAL, RANIERI PRINCIPE DI MONACO. E LEVERKUSEN METTE PAURA ALLE GRANDI – Nel frattempo, a Madrid, è cambiato il vento. In testa alla classifica della Liga c’è una squadra della Capitale, ma non è il Real che ha speso vagonate di milioni per i vari Bale, Carvajal, Isco ed Illaramendi. E’ l’Atletico del Cholo Simeone, che le vagonate di milioni le ha incassate vendendo nientemeno che Falcao. A testimonianza del fatto che nel calcio non sempre chi più spende e colleziona campioni necessariamente vince. I campioni si possono anche vendere, l’importante è che ci sia un progetto concreto, valido, importante. La Madrid colchoneros non ha più voglia di stare a guardare. Guidata dal suo condottiero Simeone, ha imparato a sognare di nuovo. Ventidue anni dopo l’ultimo titolo di campioni di Spagna, in casa Atletico – che dall’avvento del tecnico argentino si è specializzato in trionfi europei – si respira aria di grande impresa. Otto successi su otto, tanto per cominciare. Come il Barcellona degli alieni e con in più la vittoria in casa del Real Madrid, autentica ciliegina sulla torta di una stagione fin adesso perfetta. Come perfetta è ad oggi la stagione del Monaco targato Claudio Ranieri, un altro che si è stancato di veder vincere gli altri. Troppe volte ci è andato vicino al titolo di campione Nazionale che manca al suo Palmares. Adesso vuole prenderselo. Dalla Ligue 2 con furore il suo Monaco, dritto dritto in testa appaiato a Paperon Psg. Niente male. In Germania intanto c’è una squadra che zitta zitta sta mettendo la pulce nell’orecchio alle superpotenze Bayern Monaco e Borussia Dortmund. Che negli ultimi anni si sono divise tutto e pochi mesi fa si contendevano pure la Champions League in quel di Wembley. Quest’anno hanno una rivale in più, ed è tremendamente credibile. Tant’è che gli stessi campioni d’Europa, in casa delle Aspirine, non sono riusciti a passare. Leverkusen sogna una ribalta tanto clamorosa quanto favolosa. A meno 1 dal Bayern ed a pari punti col Dortmund, sognare si può. Vuoi vedere che alla fine tra i due litiganti il terzo gode?
Vincenzo Galdieri
Twitter: @Vince_Galdieri

