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Football

Felice Evacuo e la dura legge del “Far South”

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Felice Evacuo saluta i tifosi davanti alla telecamera

Siamo a Benevento, Italia, e l’autunno del 2013 è cominciato da poco, ma forse invece no. Forse stiamo vivendo un’interferenza di Matrix, o più semplicemente un incubo, e in realtà ci troviamo con Trinità e Bambino nel turbolento villaggio di Tucson, Arizona, dove l’unica legge è quella del più forte. Nel più malfamato saloon della Main Street, proprio davanti alla bottega del beccamorto e alle due bare aperte che abbelliscono la vetrina, c’è un piccolo calendario sforacchiato dai proiettili di una colt dove a malapena si legge october 1867. Ok! Ora sì che tutto torna! Ma quale giocatore di calcio, quali minacce degli ultrà! E’ con lo sceriffo che ce l’hanno “gli uomini del Maggiore”, è lui che ha sgarrato e che “deve lasciare la città entro stasera”. Sembrava impossibile, infatti…

La curva sud del Benevento, "offesa" da Felice Evacuo

La curva sud del Benevento, “offesa” da Felice Evacuo

RITORNO AL PRESENTE – Ben presto, però, ci accorgiamo che c’è qualcosa che non quadra, che una forza misteriosa ci strappa dal pittoresco mondo dei cowboy e dei cacciatori di taglie per farci ripiombare a viva forza in quello non meno inquietante degli stadi e degli ultrà di casa nostra. “Eravamo stati chiari con tutti. Ognuno è responsabile delle proprie azioni” per un attimo possono sembrare le parole del “Maggiore”, o del solito mandriano prepotente che vuole allargare i suoi pascoli a spese di quei cenciosi dei contadini, ma quel che segue ci riporta bruscamente alla grigia realtà di una terra ugualmente senza legge, ma molto più tetra.

PAROLA DI RINCO KID – “Lo avevamo detto anche a lui prima dell’inizio della stagione. I fatti verificatisi al termine della gara contro la Nocerina avranno le conseguenze ed il peso che meritano, senza il minimo dubbio o tentennamento: il signor Felice Evacuo entro stasera deve effettuare la rescissione del contratto senza attendere decisioni altrui; contestualmente alla rescissione è pregato di lasciare la città entro lo stesso termine. Non solo. L’eventualità che Felice Evacuo possa presentarsi alla prossima seduta di allenamento sarà considerato un affronto alla curva sud e come tale sarà trattato. Su quanto accaduto negli spogliatoi a riguardo delle posizioni societarie di altri elementi dello staff non nutriamo alcun interesse, rimettendoci a qualsiasi scelta venga presa. Ribadiamo il concetto nel caso fossimo stati poco chiari: FELICE EVACUO DEVE LASCIARE LA CITTA’ ENTRO QUESTA SERA SENZA FARVI PIU’ RITORNO. CURVA SUD BENEVENTO”.

I tifosi della Nocerina, salutati da Felice Evacuo

I tifosi della Nocerina, salutati da Felice Evacuo

SCONCERTO GENERALE – “Ma dove siamo finiti… Questo calcio è sempre più ostaggio degli ultras” – ha sbottato il noto giornalista sportivo Mario Sconcerti davanti alle telecamere di Sky dando voce a un (ri)sentimento diffusissimo – “E’ davvero incredibile che le società debbano cedere di fronte a simili ricatti da parte di frange della propria tifoseria. Si dà sempre più peso ad alcune posizioni, spesso intransigenti, degli ultras. Lo dico anche allo stesso Evacuo” – ha concluso Sconcerti – “bisogna liberarsi dagli scemi”. E invece, purtroppo, gli scemi hanno già vinto.

E SE POI CI PENTIAMO? – Sentite un po’ le parole scelte dal presidente del Benevento Oreste Vigorito per commentare la penosa vicenda: “Oggi abbiamo consumato qualcosa di grave, molto più grave che perdere una partita di calcio. Oggi uno dei giocatori del Benevento (…), con il fatto aggravato (sic!) dall’indossare la fascia di capitano ha voluto esprimere un sentimento di gratitudine nei confronti di una tifoseria senza rendersi conto che quello che per lui era un gesto di ringraziamento diventava un gesto di offesa per l’altra tifoseria (…) Felice Evacuo ha consegnato alla società la volontà di rassegnare il contratto e ha detto: io sono qui per fare il mio lavoro e se non sono in condizioni di farlo, se ho sbagliato chiedo scusa a tutti tramite la società e metto sul tavolo il mio contratto che può essere risolto oggi…Io mi sono riservato di accettare o meno queste dimissioni (…) Mi sono riservato non perché io non creda a quello che mi ha detto Evacuo” – ha spiegato il presidente giallorosso prima di concludere col botto il suo memorabile intervento in sala stampa – “ma perché credo che sia compito di un presidente guardare al di là degli episodi pur gravissimi che hanno offeso una tifoseria e una città….la domanda che deve porsi un presidente è: domani saremo ancora della stessa idea (far fuori Evacuo, nda) quando magari ci accorgeremo che ci manca un centravanti? Io devo guardare anche queste cose! (…) Non posso farmi prendere dalla stessa passione che condivido e che apprezzo e alla quale chiedo scusa a nome di tutta la società e di tutta la squadra.

Neanche il tempo di riprendersi, e di misurare la profondità del baratro, ed ecco che arriva la breaking news: Evacuo ha avuto un chiarimento con i tifosi: pace fatta, tarallucci e vino. O’ presidente ha vinto, insomma, e pure gli scemi. Anzi, soprattutto.

Enrico Steidler

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