Ennesima pole position per le Mercedes, questa volta è l’inglese Hamilton ad essere il più veloce con il tempo di 1’19”388.
Q1 e Q2 – Caldo torrido sul circuito magiaro, 33 gradi la temperatura dell’aria, 50 quella dell’asfalto. Nella prima manche non ci sono sorprese con i top team che preferiscono usare gomme morbide sin da subito per evitare complicazioni. A rimanere tagliati fuori dopo la Q1 sono, oltre alle solite Marussia e Caterham, la Force India di Di Resta e la Sauber di Gutierrez.
Più combattuta la Q2, tutte le vetture usano, almeno nella prima tornata di giri veloci, gli stessi penumatici utilizzati nella prima manche e tutti, tranne le Ferrari, migliorano il proprio tempo. Neanche in questo caso ci sono sorprese, ad essere esclusi dalla Q3 sono Sutil, Hulkenberg, Button, Vergne e Maldonado.
Q3 – Nella manche decisiva è sfida tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Nonostante il tedesco della Red Bull possa utilizzare ben due treni di gomme nuove a spuntarla è Hamilton che precede di soli 38 millesimi il campione del mondo. In seconda fila si accomoderanno Grosjean e l’altra Mercedes di Rosberg, seguono nell’ordine Alonso, Raikkonen, Massa, Ricciardo, Perez e Webber. Da notare la prestazione positiva di Ricciardo che si conferma ancora una volta come uno dei giovani di maggior talento e si candida con prepotenza a sostituire, l’anno venturo, in Red Bull Webber, l’australiano oggi è solo decimo a causa dell’ennesimo problema con la vettura, questa volta è il malfunzionamento KERS ad impedire al numero 2 Red Bull di lottare per i primi posti.
LA GARA – In un circuito angusto come quello magiaro partire davanti è fondamentale ed è facile immaginare che chi sarà primo alla fine del primo giro avrà ottime chance di vittoria finale. Ma il caldo, previsti 35 gradi, e le ottime prestazioni a pieno carico delle Red Bull nelle prove libere non faranno dormire sogni tranquilli al pole-man Hamilton, il quale, è bene ricordarlo, ha già trionfato tre volte sul circuito di Budapest.
Giulio Figlia