DA AQUILANI A ROSSI, TANTI COLPI D’ELITE – A sentire pronunciare quei due nomi molti supporters viola rimangono scettici, convinti che si tratti soltanto di speculazioni mediatiche, affari oggettivamente improbabili da realizzare. Da una parte è giusto non illudersi, dall’altra va ricordato che molti acquisti portati a compimento da Della Valle nell’ultimo periodo venivano considerati utopia soltanto una manciata di mesi fa. Gli innesti di gente come Aquilani e Giuseppe Rossi sono indicativi di quanto la società stia pensando in grande. Ma anche il fatto di essersi assicurati giocatori di livello internazionale quali gli stessi Borja Valero, Rodriguez, Savic può dare un’idea precisa di quello che è l’ambiziosissimo progetto viola. Per non parlare della conferma di Jovetic, trattenuto nonostante le avances di mezza Europa. Insomma, partendo da questi presupposti è possibile anche pensare che giocatori affermati del calibro di Borini e Fernando Torres possano sbarcare in quel di Toscana. A patto che si arrivi in Champions League, ovviamente.
RECUPERO TALENTI IN CRISI D’IDENTITA’. CON UN OCCHIO SEMPRE A LIVERPOOL… – Un’altro dato va assolutamente tenuto in considerazione. La società sta seguendo una linea precisa e molti dei suoi acquisti presentano un tratto comune: sono stati ingaggiati talenti assoluti persisi un po’ per strada per le ragioni più variegate. Si pensi appunto a Giuseppe Rossi, prima tanto ambito e poi dimenticato dalle big europee subito dopo l’infortunio. Oppure Mohamed Sissoko, giocatore che si è fatto notare ad alti livelli con Juventus e Liverpool per poi scivolare al ruolo di riserva nel Psg multimilionario. Ed ancora Alberto Aquilani, insofferente in quel di Liverpool o Luca Toni, letteralmente rinato alla corte di Montella quando tutti lo davano per finito. Borini e Torres rientrano in questa categoria. Il giovanissimo golden boy italiano, dopo una stagione da sogno a Roma è sbarcato nel Merseyside, a Liverpool – sempre li – ma infortuni ed un ambientamento difficile non gli stanno permettendo di esprimere tutte le sue grandiose potenzialità. Lo stesso vale per Fernando Torres: El Nino dopo l’exploit all’Atletico Madrid e la consacrazione – guarda caso – nel Liverpool, è ormai finito nel dimenticatoio in quel di Londra. Il Chelsea campione d’Europa di paperon Abramovich sta infatti puntando su altri giocatori e per il ragazzo l’ipotesi della cessione in estate si fa sempre più probabile. Firenze potrebbe rivitalizzare pure lui, come fatto con tutti gli altri. Ma vanno superati alcuni ostacoli.
BORINI IDEA CONCRETA, TORRES SOLTANTO UN SOGNO. PER ADESSO – Insomma, arrivando al punto, è chiaro come l’acquisto di Fabio Borini sia molto più accessibile rispetto a quello del fuoriclasse spagnolo. La società viola si sta già muovendo in tal senso, ed il ragazzo sarebbe contento di tornare a giocare in Italia. L’affare, verosimilmente, potrebbe avere costi ridotti e si potrebbe lavorare anche sul prestito con diritto di riscatto. Più difficile la pista che porta a Fernando Torres, per adesso soltanto una chimera. Il suo valore di mercato è sceso, ma servirebbero comunque almeno 20-22 milioni di euro. Il problema principale però non è tanto il costo del cartellino, quanto quello dell’ingaggio. E’ ovvio che per trasferirsi a Firenze, Torres dovrebbe accettare una consistente riduzione dei suoi attuali emolumenti. Ma è altrettanto palese che la società di Della Valle si dovrebbe preparare a venire incontro alle richieste dell’ex Atletico Madrid, trovando magari un’intesa a metà strada. Per adesso è soltanto fantamercato, ma se dovesse arrivare il terzo posto con annessa partecipazione ai preliminari di Champions League, tutto si farebbe un po’ meno impossibile. Del resto, nell’ultima stagione Della Valle ha abituato i tifosi a grandi colpi di teatro e l’ambiente sta ritrovando fiducia. Ed allora è lecito credere ad una Fiorentina sempre più grande, senza farsi illusioni ma senza porsi nessun tipo di limite. Con sullo sfondo il sogno di affidare il ruolo di prima punta ad un bomber straniero forte come non si vedeva dai tempi di Batistuta.
A cura di Vincenzo Galdieri
