MILANO, 23 GENNAIO –
IL PIANO – Ma proviamo ad entrare nel dettaglio. Sembrava tutto definito, con Kakà disposto a ridursi l’ingaggio pur di tornare al Milan. Ma il Real Madrid, una volta contattati i fiscalisti di fiducia, ha posto veto. Il prestito di due anni e mezzo del brasiliano avrebbe portato in dote una consistente minusvalenza, svuotando di significato l’opzione della dismissione a questi presupposti. Quindi i blancos hanno tuonato: o cessione a titolo definitivo o non se ne fa niente. La richiesta si attesta attorno ai 12 milioni di euro, Galliani capisce che la situazione si sta facendo più complicata del previsto e decide di chiamarsi fuori dalla trattativa. Ma come detto, verosimilmente potrebbe essere un grandissimo bluff. Perchè sotto sotto, paradossalmente, il Milan sa di avere il coltello dalla parte del manico. Kakà non può più rimanere a Madrid, è evidentemente fuori dal progetto. E dopo una trattativa del genere urlata ai 4 venti potrebbe perdere anche le ultime motivazioni rimaste, facendo si che il suo valore di mercato scenda sempre più, rasentando lo zero anche a causa del suo ingaggio faraonico. Zero. Ecco il punto cruciale della questione.
KAKA’ GRATIS – Zero, dicevamo. Perchè se il prestito non è possibile, col suo potenziale bluff Galliani potrebbe aver messo pressione al Real: se i rossoneri si ritirano, chi si presenterà a giugno in grado di pagare un lauto stipendio al giocatore? E quand’anche dovesse arrivare qualcuno, siamo sicuri che avrebbe il suo gradimento? Perchè è chiaro che Kakà vuole rimanere nel calcio che conta e non ha alcuna intenzione di emigrare chissà dove. Troppi interrogativi stanno pervadendo in queste ore la dirigenza madrilena, che adesso si trova davanti ad un bivio. La prima opzione è questa: trattenere Kakà, reintegrarlo e sperare in una sua nuova esplosione per poi venderlo a giugno guadagnandoci qualcosa. Inverosimile come prospettiva, perchè il ragazzo non è considerato titolare e soprattutto perchè ha palesemente manifestato la propria intenzione di cambiare aria. La seconda opzione invece è molto semplice: cederlo gratis al Milan. Ci sarebbe un danno economico, è vero, ma il danno rischierebbe d’ingigantirsi qualora il fantasista vivesse i prossimi mesi da separato in casa continuando a percepire quelle cifre. Galliani potrebbe anche pensare di venire incontro all’amico Perez offrendo qualcosa come 5 milioni per rilevarne il cartellino. Ma che accetti di scucirne 12-13 come richiesto è estremamente improbabile. E visto che la trattativa è arrivata in questa fase cosi avanzata, a questo punto non chiudere l’operazione conviene meno al Real che al Milan. Ecco perchè l’affare Kakà è tutt’altro che una storia chiusa.
IL COLPO DI TEATRO – Altra cosa molto importante: a Galliani e Berlusconi, è cosa arcinota, piacciono esageratamente i colpi di teatro. Negare tutto per poi fare la sorpresa ai loro tifosi, che a quel punto tramuterebbero la delusione in gioia incontenibile. E l’accezione “colpo di teatro” sta benissimo in mezzo alle parole “Kakà” e “Milan”. Non sarebbe mica la prima volta. Nessuno ha dimenticato la sua cessione al Manchester City con tanto di successiva smentita in diretta tv, per il delirio dei supporters sparsi per il mondo e di quelli che a Milano stazionavano sotto casa Kakà, il quale intanto sventolava fiero la propria maglia a tinte rossonere. Se dovesse accadere anche stavolta, a dirla tutta, per loro risulterebbe addirittura più bello. Perchè sarebbe come ritrovare un prezioso gioiello di famiglia perduto chissà dove anni prima. Ad un certo punto non ci speri più, ma se poi lo ritrovi per davvero ti sembra ancor più meraviglioso di quanto ricordassi. E’ un intreccio pazzesco, fatto di soldi, contratti, poker faces e sentimenti. La partita si chiude il 31, c’è ancora tempo per bluffare, rilanciare e scrivere lieti fini. L’importante, per i tifosi del Milan, è chiuderla avendo finalmente in mano quello che è sempre stato il loro amatissimo asso di cuori.
A cura di Vincenzo Galdieri
