EQUILIBRIO Motivo numero uno, la Champions nasconde sempre delle insidie. Soprattutto una volta superati i gironi eliminatori, nessuna compagine è da considerarsi facilmente eliminabile. Ovviamente, i dirigenti, i giocatori e i tifosi juventini speravano di evitare squadre di maggior livello, come il Real Madrid. Fatto sta che però affrontare i 180 minuti degli ottavi pensando di poter aggirare l’ostacolo con il minimo sforzo, sarebbe un grave, gravissimo errore. Pavel Nedved subito dopo i sorteggi dello scorso 20 Dicembre ha affermato :” Grande rispetto per il Celtic. Poteva andarci peggio, ma guai a sottovalutarli. Sono l’unica squadra che ha battuto il Barcellona“. Parole sante, che aprono le porte al secondo motivo valido a prestare più che l solita attenzione all’ avversario.
Nonostante una modesta rosa, gli scozzesi possono contare comunque su dei punti cardine a livello tecnico-tattico. Il portiere Fraser Forster è una vera sicurezza. Il 4-4-2 roccioso e dinamico offre, soprattutto nelle gare in trasferta, la ghiotta di possibilità di sfruttare alla grande i contropiedi. Due centrali di centrocampo tutta grinta e muscoli, quali Ledley e Commons, e due esterni di gran corsa quali Brown e James Forrest, compongono un quartetto di mediana di tutto rispetto. Ovvio che il fiore all’ occhiello del Celtic sono le due punte. Samaras, greco, una stazza imponente a dispetto di una buona tecnica e di una sorprendente velocità; Hooper, vero gioiello degli scozzesi, attaccante rapido e letale, seguito tra l’altro proprio da Marotta.
BOLGIA Insomma, il livello tecnico e qualitativo, seppur di non primissimo livello, è tutt’altro che da scartare. A ciò va aggiunta la grinta e l’aggressività trasmesse dal tecnico Neil Lennon. Il tutto è però condito dalla vera arma degli scozzesi. Un’arma che sfodera tutta la sua pericolosità nelle partite in casa: lo stadio. Il Celtic Park rappresenta una vera e propria bolgia, un inferno per le squadre in trasferta. E’ il terzo stadio del Regno Unito in termini di capienza (61.000 posti a sedere) e da davvero i brividi, essendo costruito attraverso tecniche sonore all’avanguardia. Per intenderci, uno Juventus Stadium, ma con 20.000 posti in più. I cori e gli inni dei tifosi sono da pelle d’oca : Just can’t get enough dei Depeche Mode o You’ll never walk alone, adottata dai sostenitori del Liverpool, rappresentano i cavalli di battaglia delle curve a quadrifogli. Davvero uno spettacolo! C’è da scommettere che la Juve avrà da sudare ….
SI PUO’ FARE Per parcondicio va detto che i bianconeri sono nettamente superiori. Hanno più storia, maggior prestigio, maggior blasone, una superiore componente politica, oltre ovviamente ad una schiacciante superiorità tecnica e tattica. Insomma, la Juve è favorita. Ma la suddetta analisi porta a pensare che ci sarà di che preoccuparsi. L’ ostacolo è abbordabile, ma non da prendere alla leggera. Il celtic andrà preso con le molle. Siamo sicuri comunque che Conte saprà preparare i suoi e ci auspichiamo che alla fine, nonostante tutto, siano i bianconeri a superare il turno.
Antonio Fioretto
