DIFENSORE URGE Inutile dire che un intoppo del genere costringe Bigon e soci a tornare prepotentemente sul mercato. Alle squalifiche dei due difensori si aggiunge la partenza ormai certa di Campagnaro (in scadenza di contratto) verso Milano, sponda nerazzurra. D’ un sol colpo Mazzarri potrebbe ritrovarsi quindi senza due terzi della difesa titolare. Ecco la necessità conseguente di trovare un difensore all’ altezza della situazione, viste anche le date di nascita dei vari Britos e Aronica. L’ obiettivo numero uno per la retroguardia, tra l’altro il reparto meno competitivo dei partenopei, risulta essere Matias Silvestre. Potrebbe arrivare a Napoli proprio nell’ambito dell’ operazione legata a Campagnaro. Molto più difficili le altre piste legate in particolare a tre nomi : Munoz del Palermo, Adejo della Reggina e Bocchetti del Rubin Kazan. I primi due in reatà non sembrano in grado di sobbarcarsi per intero la responsabilità di guidare la difesa azzurra. L’ ultimo , invece, sembra già promesso alla Juve.
CENTROCAMPO Il centrocampo è probabilmente il reparto meno “bisognoso” di innesti. Eppure, Bigon sta seguendo da tempo e con insistenza il giovane Franco Zuculini, ex Genoa, ora in forza al Real Zaragoza. Argentino, classe 90′, può giocare da mezz’ala o da trequartista moderno. Un suo arrivo però andrebbe a pestare i piedi di El Kaddouri, già poco utilizzato negli schemi del mister.
ATTACCO Per ciò che riguarda il reparto offensivo, qualcuno potrebbe pensare : “C’è Cavani, basta e avanza!” E invece anche qui il Napoli si muoverà. Con ogni probabilità Vargas verrà ceduto in prestito (Genoa, Torino o Fiorentina) e al suo posto arriverà un attaccante di maggior prestanza fisica. I nomi sono principalmente due : Sergio Floccari e Mauricio Pinilla. Il primo è in rotta completa con la Lazio, essendo chiuso da un reparto offensivo sovraffollato. Il secondo invece ha deluso la piazza sarda, fino ad esser stato rincalzato da gente come Sau e Nenè. Al momento, Floccari sembra essere in vantaggio nelle probabilità di arrivo sotto il Vesuvio.
Antonio Fioretto
