UNA CHAMPIONS PER TANTI, LA VITTORIA PER POCHI: L’IMPORTANTE E’PARTECIPARE? – L’idea nasce come sempre da motivi economici: l’Europa League oggi fattura un sesto della Champions League, che porta ricavi pari ad oltre 1 miliardo di euro. I club la snobbano, i tifosi anche: il lento allargamento a più squadre della Champions ha “ucciso” negli anni una competizione che ha abbracciato sempre meno top club, a favore di una globalizzazione utile al caro Platini in campagna elettorale, ma enormemente dannosa al fascino e reputazione del torneo. Un tempo la Uefa dava modo di ospitare le migliori squadre al mondo, grazie all’accesso ad essa delle seconde, terze e quarte squadre dei vari campionati. Si assisteva a memorabili partite quali Inter-Real Madrid, oggi i neroazzurri vanno a giocare a Baku in Afghanistan. E’davvero questo il bene del calcio, o è politica? Dal 2014 tutto cambierà, lo ha ammesso lo stesso Platini: “C’è un dibattito in corso per decidere quale formato avranno le competizioni europee tra il 2015 e il 2018. Ne stiamo discutendo, prenderemo una decisione molto presto“. Forse, l’ex Juve comincia a preoccuparsi sul serio delle continue proposte di presidentoni dei top club, su tutti De Laurentiis e Berlusconi, riguardo la creazione di una Superlega Europea indipendente dalle federazioni continentali: “E’ una questione che emerge periodicamente e non mi preoccupa. Non vedo come potrebbe funzionare fuori dal contesto dell’Uefa. Chi arbitrerebbe le gare? In quali stadi giocherebbero? E la vogliono in tanti? Io non credo“.
La Champions League allargata a 64 squadre diventa ad oggi la soluzione più probabile. Con addio all’Europa League, Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea. Tutto in un brodo dunque, ricco e luccicante è vero, ma per pochi eletti. 64 club, di cui almeno il 90% con l’assoluta certezza di partecipare ad un qualcosa che non vinceranno mai. Ma i soldi comandano tutto e contano più di ogni cosa. Il partecipare all’Europa League ha dimostrato quanto poco importi, a discapito del ranking Uefa e dell’immagine a livello mondiale.
Rivogliamo gli anni 90′, il mercoledi di Coppe e la domenica alle 15 di campionato. Si stava meglio quando si stava peggio, è proprio vero.
Orazio Rotunno

