RUGGITO NOLE, RECUPERA DALLO 0-3 ED ANNULLA 2 SET POINT – La dote dei campioni, dei n.1: andare sotto, sembrare al tappeto e rialzarsi. In questo, Novak Djokovic, è in assoluto il migliore e ieri lo ha dimostrato ancora una volta. Sotto 0-3 nel primo set, una partenza ad handicap che avrebbe tramortito chiunque se hai davanti Roger Federer, ma lui no. Rimonta e porta lo svizzero sino al tie-break, dove arrivati al 6-6 e sprecati 3 set point il serbo si trova di nuovo in svantaggio mentalmente. Ma è lui a spuntarla, 8-6 e primo set portato a casa con carattere e personalità da vendere.
Il secondo set parte sulla falsa riga del primo, Roger lo brekka al primo game in battuta e mantiene il servizio sino al 5-4 quando va a servire per il set. 40-15 e due set point per lo svizzero: sembra finita, ci si prepara ad un 3 set emozionante ed invece no. Nole torna a ruggire più forte che mai, mette in fila 4 punti di seguito e si porta sul 5-5.
Due ore di gioco e quasi 4 minuti di media a game, troppi per Federer che paga i 6 anni di differenza col serbo nonostante un’eccellente forma fisica: Djokovic non lascia più un game, va 6-5 e chiude sul servizio di Federer per il 7-5 finale che lo decreta “Campione dei Campioni“.
Djokovic vince il suo secondo Atp Finals e chiude da n.1 come nel 2011: per Federer è la seconda sconfitta ai Finals dopo quella del 2005 contro Nalbandian. E’ ancora a caccia della settima vittoria ai Masters, così da segnare un ulteriore record alla già lunga lista dei primati raggiunti in carriera.
Orazio Rotunno

