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La lettera del tifoso Matteo: “Del Piero e quei tifosi un po’ distratti”

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TORINO, 9 NOVEMBRE – E’ il giorno del compleanno di Alessandro Del Piero. Il primo compleanno che Alessandro Del Piero festeggia lontano dalla sua Juventus dopo 20 anni. Strano, stranissimo per molti tifosi. Strano soprattutto per lui, Ale, che in quel di Sidney è già idolatrato ma probabilmente avrebbe preferito festeggiarlo ancora una volta a Torino, in mezzo alla gente che lo ama da ormai 4 lustri. Nel giorno del compleanno di Alex, SportCafe24 ha accolto la proposta di un tifoso della Juventus e sostenitore sfegatato dello storico capitano bianconero. Matteo ci ha inviato una lettera tesa a chiarire alcuni punti della Del Piero-story, mosso dalle dichiarazioni poste in essere una manciata di giorni fa da Antonello Angelini, illustre giornalista di fede bianconera. Ecco la lettera di Matteo:

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QUESTIONE DI PRINCIPIO –  Quando ho deciso di scrivere queste poche righe avevo in mente una sola parola: PRINCIPIO. Prima mi presento: Il mio nome è Matteo e sono un tifoso … popolare. Sono un tifoso popolare perché per me la Juve è rappresentata dai tifosi e dagli uomini che ne hanno fatto la storia, non dagli uomini che fanno parte del CdA e arrivo a definirmi “popolare” proprio perché penso che vi sia una parte di tifosi snob e borghesi, che invece non rappresentano per nulla lo stile Juventus.  Ho scritto in passato per alcune testate giornalistiche emergenti, scrivo nel mondo del genere giallo e thriller e gestisco una pagina facebook dedicata alla causa bianconera chiamata “Juve Mia”, che ha portato avanti iniziative come “Sventiamo Farsopoli” e “Alessandro Del Piero, Capitano per sempre”. 

Il principio può definirsi il motore della mia disanima, mentre il cervello svolge la parte pulsante della vicenda. Ho deciso di mettere su carta alcuni miei pensieri dopo aver letto alcune dichiarazioni di Antonello Angelini, noto giornalista di fede bianconera. Nelle dichiarazioni del signor Angelini sono presenti diverse inesattezze, che mi sento, come tifoso bianconero di Alessandro Del Piero, di chiarire.

Angelini parla di Del Piero imputandogli l’intervista alla Gazzetta, la condotta sulla questione “30 sul campo”, il libro scritto con Crosetti e, infine, anche il controverso rapporto con Andrea Agnelli, attuale presidente della Juventus.

Devo per forza dire che sono rimasto piuttosto turbato dalle dichiarazioni del signor Angelini, che fino a quel momento aveva rappresentato per me un punto di riferimento per l’opinione giornalistica bianconera. Così, come un laborioso avvocato di provincia e con umiltà pari a quella di un allievo in prima squadra, mi accingo a discolpare Alex Del Piero da quelle “accuse” che a tutti i tifosi bianconeri suoneranno letteralmente strane.

1. INTERVISTA ALLA GAZZETTA – Non vedo particolari cose da dire. “La Gazzetta Dello Sport” è un giornale con tendenze di tifo orientate verso le squadre milanesi, ma è pur sempre un’importante testata giornalistica sportiva italiana che può decidere o meno se concordare un’intervista con un personaggio di spessore come Del Piero. Non vedo l’utilità di una polemica su questa questione. Anche altri soggetti interni alla Juventus rilasciano periodicamente dichiarazioni alla Gazzetta, ma non per questo si creano polveroni ogni volta. Del Piero è un professionista e il fatto che rilasci un’intervista alla Gazzetta, a Tuttosport, al Corriere, è assolutamente indifferente e dovrebbe essere così per tutti.

2. QUESTIONE 30 SUL CAMPO – Il signor Angelini sostiene che Del Piero non abbia mai difeso la Juve sulla questione relativa alla polemica di “Farsopoli”, la grande questione creata nel 2006 e incredibilmente ribaltata nel 2010. Alessandro Del Piero ha sempre difeso la Juve sulla questione, ma l’ha fatto con lo stile che l’ha sempre contraddistinto e con la leggerezza di chi vuole evitare di entrare in polemiche inutili e che devono essere sostituite da atti di forza, quali rivendicare i propri diritti in tribunale. Nel suo libro/diario “Giochiamo Ancora”, Del Piero scrive: «Non c’è stata una sola gara vinta grazie ad aiuti esterni. Eravamo i più forti e sento miei tutti gli scudetti». Non posso non giudicare questo capo di imputazione veramente discutibile, visto che stiamo parlando della stessa persona che alla festa scudetto incoraggiava i tifosi a contare il numero degli scudetti fino al fatidico 30

3. GIOCHIAMO ANCORA – Il libro è stato scritto con Maurizio Crosetti, che juventino non è mai stato, anzi … però, obiettivamente non capisco quale sarebbe la colpa di Alessandro. Se Del Piero richiede l’ assistenza di una figura professionale nel campo del giornalismo – perché alla fine è di questo che parliamo, di un semplice rapporto di lavoro – che non è legata alla Juve, non dovrebbe assolutamente essere criticato. La critica dovrebbe scattare nel momento in cui Del Piero usufruisse di questa figura per dire cose contrarie alla consueta coerenza dei suoi comportamenti. “Giochiamo Ancora“, per stessa ammissione di Crosetti, è stato scritto da Alessandro Del Piero, che non ha fatto altro che prendere il suo manoscritto, chiamare il signor Crosetti e affidargli la fase dell’editing, cioè dell’ultima correzione e modifica degli aspetti lessicali e grammaticali di un determinato manoscritto prima che vada in stampa. Ognuno di noi ha amici di fede calcistica diversa, io stesso ho un sacco di amici interisti e milanisti e non me ne vergogno affatto, perché il tifo si distingue nettamente dalla persona. Inoltre, è voce di corridoio che Zeman andasse a cena con Nedved e che Moggi fosse in rapporti confidenziali con Galliani e persino con Moratti prima del 2006, quindi …

4. RAPPORTO CON AGNELLI Quando ho letto l’ultima accusa, sul mio viso si è dipinto un sorriso. Voglio dire, sulla questione vi sono decine di pareri diversi, ma mai ne avevo sentito uno così direttamente accusatorio e molto poco equilibrato. Facendo una rapida ricerca in rete, potrete vedere qual’è la mia opinione sulla vicenda e, dopo aver letto quest’articolo, non è difficile immaginarlo. Stando a quanto dice il signor Angelini, è stato Del Piero ad innescare il rapporto difficile con Agnelli

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Credo che qui sia stata fatta un errore matriarcale di interpretazione. Chiariamoci, Agnelli non rientra nella lista delle mie persone preferite, ma è mio dovere, da cittadino, da persona che ama la giustizia, dire le cose come stanno e come sono andate realmente. Parlando molto chiaramente, è ovvio che, già nella sua prima stagione in presidenza, Andrea Agnelli avesse in programma di tagliar fuori Del Piero. Ricordo bene i mesi che accompagnarono il travagliato accordo per il rinnovo, ricordo le prese di posizione di alcuni tifosi(tra cui il sottoscritto). In quel periodo Del Piero ha ritenuto necessario chiarire, nel modo più informale e semplice possibile, la sua posizione su una questione che stava sfuggendo di mano alla stessa dirigenza della Juventus.

«Ci tengo a sottolineare che il legame tra me e la tifoseria non è quantificabile» disse Alessandro nel video, alludendo al fatto che lui non aveva problemi di soldi, né di impiego. 

Ed è stato così, con una gestione decisamente sospetta delle forze del ragazzo di San Vendemiano nella vittoria dello Scudetto (arrivata anche e soprattutto ad alcuni gol pesantissimi del Capitano bianconero).

Poi il 18 ottobre scorso la doccia fredda, una presa di posizione decisamente inconsueta e fuori da ogni qualsivoglia buongusto e stile Juventus. Il “licenziare” pubblicamente la tua bandiera è qualcosa che, generalmente, non ti fa onore, specialmente in questo mondo così in crisi e attaccato a certi simboli, eroi e antieroi moderni. Per Angelini evidentemente questo corrisponde ad una cosa normale. Sono spiacente di non poter dire lo stesso. Alessandro meritava di chiudere la sua carriera alla Juventus nel momento in cui lui si fosse sentito pronto. Lo meritava per quello che ha dato alla Juve, sul campo e fuori, e lo meritava per un semplice discorso morale. E, sì, il primo a voltare le spalle è stato Andrea Agnelli quando, nel suo primo anno di presidenza, stava gentilmente accompagnando Del Piero alla porta senza troppa considerazione della figura del capitano, visto che pretendeva di spostare i contatti per il rinnovo ogni volta che lo ritenesse opportuno.

Arrivati a questo punto, la domanda nasce spontanea:«Perchè attaccare l’inattaccabile? Perchè schierarsi al fianco di una dirigenza che non sempre ha mostrato il proverbiale stile Juve e voltare le spalle a chi invece ti ha accompagnato persino negli inferi della B?».

La domanda sembra destinata a rimanere senza una risposta. L’unica cosa che spero è che non sia per un volgare discorso pubblicitario. L’anticonformismo va di moda soltanto se logico e dimostrato. Il buon giornalista, secondo la mia umilissima opinione, è colui che riesce a raccontare le cose nel reale modo in cui sono avvenute. Sono sicuro che Antonello Angelini sia un buon giornalista, un tifoso della Juventus ed un sostenitore di Del Piero, ma tuttavia ignoro ancora i motivi che hanno fatto affiorare in lui queste credenze decisamente poco conformabili alla realtà.

Alessandro Del Piero, per concludere, merita di essere rispettato e non mi pare sia proprio il caso di continuare ad attaccarlo dopo che molti tifosi, nel momento decisivo, gli hanno voltato le spalle. Spero che voi di SportCafè24, portale giornalistico SERIO E RESPONSABILE, capiate il mio punto di vista e quello di tante altre persone che si sono sentite totalmente toccate dalle dichiarazioni del signor Angelini e che mi hanno chiesto, come forma di rappresentanza, di scrivere qualche riga sulla questione. Il mio non vuole essere un attacco, né in alcun modo un voler sollevare polemiche inutili a distanza. Voglio solo che si sappiano che le cose sono andate nel modo in cui sono andate, voglio giustizia morale, che finora è venuta decisamente a mancare. E voglio augurare buon compleanno ad Alessandro Del Piero, che rimarrà sempre e comunque il capitano della Juventus. 

Articolo a cura di Matteo Iacobucci

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