Editoriale
Terremoto Parma: cosa c’è dietro l’esonero di Cuesta?

La risoluzione consensuale tra il Parma e Carlos Cuesta forse può essere considerato il primo vero scossone della Serie A. Perché, al di là di quanto successo in casa Fiorentina e Bologna, quest’esonero è arrivato come un vero e proprio fulmine a ciel sereno, in piena sosta per le Nazionali e senza alcun preavviso. Ma la frattura avvenuta porta a fare un’analisi ben più approfondita.
Al di là dei soli quattro punti, può apparire esagerato parlare di crisi di risultati, soprattutto vista la vittoria contro il Genoa, che aveva, in un certo senso, rilanciato i ducali. Il tutto pare essere il frutto di un vero e proprio cortocircuito. Il giochismo dell’ex vice di Arteta all’Arsenal ha mostrato crepe profonde in queste prime giornate, con l’allenatore che molto spesso è stato accusato di integralismo tattico. In un’estate che ha visto partenze pesantissime, come quelle di Circati e Suzuki, il tecnico spagnolo ha provato comunque a ripartire dal suo calcio fatto di ripartenze e meccanismi difensivi ben oliati. Il risultato? Una fase offensiva in difficoltà, poca creatività, manovra e idee di gioco quasi assenti. Senza dimenticarsi una gestione fin troppo rigida dei nuovi innesti – come El Bilal Touré – spesso imbrigliati in compiti geometrici, invece di essere lasciati liberi di inventare. Sembrerebbe essere nato proprio qui lo scontro con chi chi, in società, avrebbe chiesto più coraggio per blindare i punti salvezza. Le visioni differenti sul mercato e sul rinnovo contrattuale, a dir poco distante, sarebbero stati la definitiva goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. La decisione è stata dunque quella di resettare e di ripartire da zero. Non senza prendersi dei rischi importanti.
E ora cosa succederà? Chiunque siederà sulla panchina del Tardini, con le quotazioni di Alberto Gilardino in forte rialzo, ma con le piste Pioli e Tudor da non scartare, erediterà un materiale tecnico tutt’altro che da buttare, ma con la necessità assoluta di essere trovare una quadra dal punto di vista tattico e tecnico. La priorità assoluta sarà trovare un equilibrio e una quadra. Ci saranno comunque due settimane per registrare i meccanismi e preparare la reazione in vista della ripresa contro l’Inter. Una partita non semplice, ma che rappresenterà già un banco di prova importante. E che aiuterà a capire, o quantomeno a intuire, di che pasta sarà fatto il nuovo Parma.











