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Joselu, il suo ultimo ballo sarà in Serie A?

José Luis Mato Sanmartín, per tutti semplicemente Joselu. Un nome che, di certo, non ha bisogno di particolare presentazioni. A 36 anni, l’attaccante spagnolo si ritrova svincolato dopo la sua avventura biennale in Qatar con l’Al-Gharafa ed è pronto a rimettersi in gioco nel calcio europeo. Sulle sue tracce si sono fiondate con decisione Torino e Sassuolo, pronte a scommettere su un usato garantito che profuma ancora di grande calcio. Ma quale potrebbe essere l’impatto nel nostro campionato?
La storia recente del classe 1990 sembra essere la trama di un film. Nel 2024 firmava una delle pagine più romantiche del Real Madrid, ribaltando il Bayern Monaco in semifinale di Champions League con una doppietta da urlo in tre minuti. Poi il trionfo all’Europeo con la Spagna e la scelta di andare a segnare nel deserto qatariota. Ma lì non è certo andato in vacanza, come dimostrano i 23 gol messi a segno. Insomma, il killer dell’area di rigore ha l’istinto intatto. Fisicamente integro e ancora con tanta fame, determinazione e voglia di rimettersi in gioco, Joselu sembrerebbe essere alla ricerca di nuova sfida stimolante.Il forte interesse di Torino e Sassuolo nasce da esigenze chiarissime. I granata cercano da tempo centimetri, peso internazionale ed esperienza per fare il salto di qualità definitivo in attacco. In casa neroverde, invece, l’affare è legato al destino di Andrea Pinamonti: una sua partenza libererebbe la maglia da titolare e lo spazio salariale perfetto per lo spagnolo, che diventerebbe il fulcro del reparto offensivo. Insomma, le idee sembrerebbero essere abbastanza chiare.
Ma perché la Serie A sarebbe l’habitat perfetto per lui? Il nostro campionato ha sempre teso la mano ai centravanti d’area strutturati e intelligenti. Lo spagnolo, con i suoi 192 centimetri, è un dominatore del gioco aereo e sa fare reparto da solo. Non ha bisogno di toccare chissà quanti palloni a partita: gli basta un centimetro di spazio negli ultimi sedici metri per punire di destro, di sinistro o di testa. Inoltre, possiede una dote rara: sa essere devastante anche subentrando a gara in corso, spaccando in due le partite nei minuti finali. Certo, a 36 anni la carta d’identità impone una gestione attenta delle energie e il ritmo del calcio italiano richiederà un breve periodo di riadattamento dopo i ritmi blandi del Qatar. Eppure, trattandosi di un colpo a parametro zero, il rischio d’impresa sarebbe comunque quasi nullo. Chi prende Joselu non si assicura solo un bomber d’area di rigore, ma un professionista esemplare con una mentalità vincente stampata nel DNA. Per Torino e Sassuolo la corsa allo spagnolo è aperta: un’opportunità low cost che può cambiare il volto della stagione. E regalare una nuova storia da raccontare.











