Faccia a Faccia
Castro o Malen, chi è l’attaccante perfetto per Gasperini?

L’arrivo di Santiago Castro non aggiunge soltanto un’altra opzione all’attacco della Roma. Infatti quest’acquisto potrebbe aprire il primo vero grande ballottaggio dell’era Gasperini. Perché se fino a pochi giorni fa Donyell Malen era il punto di riferimento offensivo dei giallorossi, l’investimento fatto per il centravanti argentino cambia inevitabilmente le prospettive. La domanda, però, è un’altra: chi dei due incarna meglio l’idea di calcio dell’allenatore? La risposta non è così scontata, perché i due sono due attaccanti profondamente diversi, ma entrambi possiedono caratteristiche che possono sposarsi con il calcio aggressivo, verticale e intenso del Gasp.
Un’idea precisa
Se si guarda alla storia del tecnico, il primo nome che viene in mente è quello di Castro. Non tanto per i gol, quanto per il modo in cui interpreta il ruolo. È un centravanti che ama giocare per la squadra, viene incontro, protegge il pallone, lega il gioco e soprattutto pressa con continuità. È il classico numero nove che permette ai compagni di salire, apre spazi agli inserimenti e offre un riferimento costante negli ultimi trenta metri. Negli anni, l’attuale mister dei capitolini ha costruito le proprie squadre attorno a profili di questo tipo, da Zapata a Scamacca, passando per Retegui. Attaccanti che non si limitano a finalizzare, ma che diventano il primo ingranaggio del sistema offensivo. Malen, invece, rappresenta un’interpretazione completamente diversa del ruolo. L’olandese vive di accelerazioni, profondità e uno contro uno. Ha bisogno di campo davanti, ama ricevere fronte alla porta e attaccare gli spazi lasciati liberi dalla difesa avversaria. Più che un centravanti classico, è un attaccante di movimento, capace di cambiare l’inerzia di una partita con una giocata. Per caratteristiche, ricorda molto di più il Lookman visto a Bergamo che non i centravanti utilizzati da Gasperini nelle ultime stagioni. Ed è proprio qui, in questo dualismo, che nasce il dubbio tattico. Se il tecnico dovesse confermare il 3-4-2-1, appare difficile immaginare una Roma che rinunci contemporaneamente a Dybala e Pisilli, due giocatori destinati a occupare le zone di rifinitura. In quel caso, davanti resterebbe un solo posto. E chi lo occuperebbe?
Malen vs Castro, chi scegliere?
Sul piano delle caratteristiche pure, Castro sembrerebbe offrire maggiori garanzie. È probabilmente il centravanti più vicino all’identikit gasperiniano: intenso, generoso, associativo, sempre dentro la partita anche quando non segna. Ma il calcio, si sa, non vive soltanto di principi teorici. Malen possiede qualità che nella rosa della Roma hanno in pochi: velocità, imprevedibilità, capacità di attaccare la profondità e di creare superiorità numerica. Quanto fatto da quando arrivato a Roma è lì a dimostrare le sue capacità e il suo peso. Ecco perché lo scenario più realistico, almeno nelle prime settimane, potrebbe essere un altro. L’olandese parte leggermente avanti nelle gerarchie, anche per la sua esperienza internazionale, mentre l’ex Bologna si candida a essere il primo cambio dell’attacco. Un ruolo che, però, potrebbe durare poco. Chi conosce Gasp sa bene che il tecnico difficilmente si affeziona alle gerarchie costruite in estate. Le sue squadre premiano il rendimento, l’intensità e la capacità di assimilare i meccanismi di gioco. Se il buon Santiago dovesse dimostrare di essere il centravanti perfetto per il sistema, tutto potrebbe cambiare.
Insomma, non si sta parlando di un confronto tra un titolare e una riserva, ma tra due modi opposti di interpretare il ruolo. Da una parte il numero nove che fa funzionare il collettivo, dall’altra l’attaccante che può decidere una partita con una giocata. Sarà il campo, come sempre accade, a stabilire quale delle due idee avrà la meglio. E la curiosità non può non essere tantissima.











