Serie TV
Salah, il tassello che manca a una carriera quasi perfetta

Ci sono carriere che si raccontano attraverso i numeri. Altre, invece, finiscono per essere ricordate come storie. Quella di Mohamed Salah appartiene ormai alla seconda categoria. Se qualcuno decidesse di trasformarla in una serie TV, avrebbe già tutti gli ingredienti del grande racconto sportivo: il ragazzo partito da Nagrig, un piccolo villaggio sulle rive del Nilo, il trasferimento in Europa, le difficoltà iniziali, il rischio di essere considerato un talento incompiuto, la rinascita, la consacrazione con il Liverpool, i trofei, i record, il Pallone d’Oro sfiorato e il peso di essere diventato il simbolo calcistico di un intero Paese.
La sensazione è però sempre stata che mancasse come un ultimo capitolo. Per l’egiziano il Mondiale è sempre stato una promessa rimasta sospesa. Nel 2018 ha riportato la sua Nazionale alla Coppa del Mondo dopo ben ventotto anni di assenza. Sembrava l’inizio dell’ultima pagina, quella più bella e tanto attesa. Invece, pochi giorni prima del torneo, è arrivato l’infortunio alla spalla nella finale di Champions League contro il Real Madrid. Momo era presente in Russia, ma non era davvero quel calciatore che il mondo aveva imparato ad ammirare. Quattro anni dopo il destino è stato ancora più crudele. La sconfitta ai rigori con il Senegal nello spareggio per Qatar 2022 ha avuto come conseguenza una mancata qualificazione. Insomma, chi aveva conquistato tutto con in club, non aveva potuto dimostrare il suo valore sul palcoscenico più importante con la maglia della Nazionale.
Ed è per questo che il Mondiale 2026 ha per Salah il sapore della grande rivincita. E questo forse anche perché ogni grande storia ha un momento in cui tutto ciò che è accaduto prima sembra convergere verso un unico evento. Insomma, rimanendo nel gergo delle serie tv, è come se si stesse svolgendo la puntata in cui ogni filo narrativo trova finalmente una risposta. Il 34enne sta recitando un ruolo di assoluto protagonista, avendo trascinato l’Egitto nel girone e avendo segnato un rigore decisivo, con tanto di cucchiaio, nei sedicesimi contro l’Australia. Voci e rumors dicono che non sia al 100%, ma, mai come questa volta, lui vuole esserci e lottare fino alla fine. Anche perché il destino ha creato il più bello degli scenari e dei copioni. Agli ottavi ci sarà la sfida contro l’Argentina di Messi. Leo ha vissuto esattamente la stessa ossessione. Per anni è stato considerato il più grande giocatore della sua epoca senza riuscire a conquistare il Mondiale. Poi è arrivato il trionfo, il tassello mancante, il finale perfetto che ha trasformato una carriera straordinaria in una leggenda definitiva. L’egiziano è un fuoriclasse che ha dominato in Europa, che ha cambiato la storia del Liverpool, che ha riscritto il ruolo del calcio egiziano nel panorama mondiale, ma che continua a inseguire quel capitolo capace di rendere il suo racconto completo.
Insomma, una partita che non sarà solo un ottavo di finale. Trascinare l’Egitto in una vittoria storica e in un cammino memorabile significherebbe aggiungere l’ultimo capitolo che è sempre mancato al suo racconto. Racconto che resterebbe epico anche se dovesse andare male e finire tutto quella notte. E questo Salah lo sa. Ma questa volta può davvero provare a regalarsi il più grande dei sogni, caricandosi sulle spalle un intero popolo che ha sempre visto lui una sorta di vero e proprio eroe.











