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Due facce della stessa medaglia: Francia e Germania agli antipodi

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Come due facce della stessa medaglia: Francia e Germania possono davvero essere descritte così in questo Mondiale. Se c’è una Nazionale che finora ha impressionato più di tutte è infatti quella allenata da Deschamps. I Bleus si prendono di diritto il titolo di top di questa rassegna iridata. Quello dei transalpini è stato un percorso praticamente perfetto, culminato con la netta vittoria per 3-0 sulla Svezia che è valsa il passaggio agli ottavi di finale. Una squadra dominante, solida in difesa e devastante in attacco, capace di trasmettere la sensazione di avere sempre il controllo della partita.

A brillare però non è soltanto il collettivo, ma anche i singoli. Le stelle francesi stanno facendo la differenza con prestazioni di altissimo livello. Kylian Mbappé continua a essere il punto di riferimento offensivo, capace di decidere le partite con accelerazioni e giocate da fuoriclasse. Al suo fianco, Ousmane Dembélé sta vivendo un Mondiale di altissimo livello, tra assist, strappi e imprevedibilità, mentre Michael Olise sta confermando tutto il suo talento con prestazioni di grande qualità. Ma è l’intera rosa a fare la differenza: ogni reparto offre certezze e chiunque venga chiamato in causa riesce a mantenere altissimo il livello della squadra, rendendo il tutto una macchina perfetta E il gioco espresso dalla squadra conferma tutta la profondità e la qualità della rosa. La Francia non ha convinto soltanto nei risultati, ma anche per continuità, intensità e personalità, candidandosi con forza al ruolo di principale favorita per la conquista del titolo.

All’estremo opposto c’è invece la Germania, che si prende il titolo di grande flop di questa fase del torneo. Dopo un girone incoraggiante, ma nel quale si erano già intravisti alcuni scricchiolii, i tedeschi si sono fermati clamorosamente ai sedicesimi di finale, eliminati ai calci di rigore da un Paraguay organizzato e determinato. Un’uscita di scena che pesa, soprattutto considerando le aspettative riposte in una delle Nazionali storicamente più competitive del panorama mondiale. I teutonici hanno pagato la scarsa incisività nei momenti decisivi e una gestione poco lucida della gara a eliminazione diretta. e in Francia sono i campioni a trascinare la squadra, in casa Germania i big hanno invece tradito le attese. E anche i singoli non ha dato quello che ci si aspettava. Da Florian Wirtz, mai realmente decisivo nei momenti chiave, a Jamal Musiala, capace solo a tratti di accendere la manovra, fino a Kai Havertz, unico a dare segnali, ma che si è perso quando serviva la sua classe. Nemmeno Joshua Kimmich è riuscito a prendere per mano la squadra nelle fasi più delicate, mentre la retroguardia ha mostrato più di una crepa. Troppo poco per una nazionale che puntava a un percorso ben diverso. L’eliminazione contro il Paraguay rappresenta una delle sorprese più grandi del Mondiale e lascia inevitabilmente spazio a riflessioni sul presente e sul futuro della nazionale tedesca.

Se la Francia vola sulle ali dell’entusiasmo, della qualità e di una fiducia sempre più crescente, la Germania torna a casa con molti rimpianti e la consapevolezza di aver mancato ancora una volta l’appuntamento con le fasi decisive della competizione. Due percorsi agli antipodi: da una parte chi sembra non sentire il peso di essere la favorita numero uno, trasformando la pressione in un’arma in più; dall’altra chi, ancora una volta, è chiamato a ricostruire dopo un’altra cocente delusione.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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