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Dal verdetto dei gironi ai sedicesimi: i Mondiali entrano nel vivo

Ora si inizia davvero a fare sul serio. Il primo cerchio ai Mondiali 2026 si è chiuso, con le ultime partite dei gironi. E dunque adesso comincia la fase a eliminazione diretta, con i sedicesimi di finale. Ma cosa hanno detto tutte queste partite? E si può provare ad azzardare un pronostico?
Non v’è dubbio che l’Argentina sia sembrata la squadra più convincente. Ha chiuso il proprio gruppo a punteggio pieno e continua a dare l’impressione di poter arrivare fino in fondo, con un Lionel Messi ancora decisivo, nonostante l’età. Attenzione ovviamente anche alla Francia, che ha chiuso il girone da prima classificata. Il punto di forza resta il talento offensivo: quando i transalpini accelerano, creano occasioni con grande facilità. Unica pecca è che qualcosa agli avversari è stato concesso, ma Deschamps saprà come lavorare su quest’aspetto, anche perché, nel match con la Svezia, servirà alzare il livello per non correre rischi. Sempre riconoscibile il calcio della Spagna, fatto di tanto possesso, pressing alto e controllo del ritmo. Non sembra aver reso al top, anche per assenze e giocatori non al 100%. Quindi occhio ai margini di crescita e i sedicesimi, contro una squadra ostica e fisica come l’Austria, sarà un test non da poco.. Inghilterra e Germania hanno confermato di dover esser tenute in considerazione, mostrando solidità e continuità. Non sono mancati però i difetti o quantomeno gli spunti di riflessione. I tedeschi hanno infatti avuto non poche amnesie difensive e cali di concentrazione, mentre i britannici, contro una squadra organizzata come il Ghana, hanno avuto non poche difficoltà. Rispettivamente Congo e Paraguay sembrano alla portata, ma non da prendere sotto gamba. E il Brasile? I verdeoro sono cresciuti partita dopo partita, con Vinicius che si sta prendendo la scena. Restano i dubbi per quando la squadra di Ancelotti avrà di fronte avversari più organizzati. Ed ecco che, la sfida con il Giappone, darà già non poche risposte.
La vera sorpresa, per quanto fino a un certo punto, possono esser considerata le nazionali africane. Quelli di Capo Verde (quasi storica la sfida con l’Argentina), Sudafrica e Congo possono esser considerati exploit, se non addirittura imprese, ma attenzione a Egitto, Senegal, Ghana: hanno fatto vedere di essere squadre vere e di non essere così facili da battere. E di fronte avranno Australia, Belgio, con un De Bruyne sugli scudi, e Colombia, ossia una squadra che può davvero essere la mina vagante. Insomma, tre partite da gustare. Il Marocco sta confermando di poter dare fastidio alle big: la sfida con l’Olanda dirà molto su dove potranno arrivare Hakimi e compagni. Attenzione anche alle tre Nazionali ospitanti: il Messico ha intensità, aggressività e coraggio, gli Stati Uniti entusiasmo, buona qualità e trame di gioco, il Canada personalità e ottime individualità. A livello di delusioni, non si possono non citare Uruguay e Turchia. Bielsa e Montella sono probabilmente i due grandi sconfitti di questi Mondiali, con le loro squadre che ne sono uscite con le ossa rotte.
Per chiudere il cerchio, guardando il tabellone, meritano una citazione Portogallo-Croazia e Norvegia-Costa D’Avorio, l’altra africana ad aver ottenuto il pass. I lusitani hanno mostrato due facce: molto brillanti contro l’Uzbekistan, ma, dopo il pari all’esordio contro il Congo, nell’ultima gara non sono riusciti a superare la Colombia e ha chiuso il girone al secondo posto, perdendo la possibilità di un tabellone più favorevole. Modric e compagni sono invece cresciuti con il passare delle partite. Gioco forse non spettacolare il loro, ma attenzione all’esperienza, che può fare la differenza quando le partite pesano. Per quel che riguarda l’altra sfida, gli ivoriani fanno dell’intensità la loro arma, mentre gli scandinavi stanno confermando quanto fatto vedere nelle qualificazioni, superando tra l’altro un girone non semplicissimo. E c’è anche il fattore Haaland. Insomma, l’asticella si alza.











