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Editoriale

Il Mondiale da incubo di Montella: ma è davvero colpevole?

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Vincenzo Montella - Photo by Trt Spor @trtspor

Zero punti e zero gol in due partite. Insomma, numero davvero impietosi. Ed è difficile girarci attorno. La Turchia è, quantomeno a oggi, la più grande delusione di questo Mondiale. Le due sconfitte contro Australia e Paraguay, due avversarie di certo non irresistibili, hanno portato a un’eliminazione precoce e anticipata. E ovviamente, sul banco degli imputati, non può che esserci il commissario tecnico Vincenzo Montella.

Il CT, in entrambi post-partita, ha elogiato la prestazione, difeso i suoi giocatori, parlando di tante occasioni non concretizzate e di sfortuna. Tutto vero: la Nazionale turca ha, in entrambe le sfide, comandato il gioco, il palleggio e gestito il possesso. Ma, se una squadra perde due partite consecutive senza segnare, il problema non può essere solo e soltanto la iella o la finalizzazione. D’altronde si sta parlando di quelli che erano i favoriti del girone D, anche più dei padroni di casa degli Stati Uniti. Una squadra con giocatori come Arda Güler, Hakan Çalhanoğlu e Kenan Yildiz  avrebbe dovuto produrre molto di più negli ultimi 20 metri, o, per collegarsi alle parole dell’ex Aeroplanino, sfruttare meglio quanto prodotto. Creare occasioni è importante, ma al Mondiale servono giocatori che trasformino anche la prima mezza occasione in gol. La sensazione è che ci fosse un’eccessiva dipendenza da alcun singoli e pochi meccanismi consolidati. Insomma, una Turchia il cui destino era troppo legato all’ispirazione individuale dei suoi giocatori più forti. E questi ultimi magari non sono arrivati al top della condizione all’appuntamento iridato. Per di più, la sconfitta con l’Australia, ha reso la situazione subito complicata. Infatti, contro il Paraguay, si è vista una squadra nervosa, quasi obbligata a vincere. In questi tornei spesso la gestione emotiva conta quanto la qualità tecnica. L’organizzazione, la fisicità, l’entusiasmo e la fame degli avversari ha poi senza alcun dubbio fatto il resto.

Ma quale sarà ora il futuro di Vincenzo Montella? Le durissime critiche da parte di stampa e tifosi sono una conseguenza inevitabile. Il tecnico italiano è finito sul banco degli imputati soprattutto per le scelte tattiche, come quelle di non schierare un attaccante fisico di ruolo e puntare su un possesso palla, rivelatosi sterile. L’allenatore si è detto incredulo per la sfortuna e i mancati gol (65 tiri totali in due partite senza segnare), dichiarando di non aver mai visto una cosa simile in 35 anni di calcio. Al momento non ha manifestato l’intenzione di dimettersi spontaneamente, ma a decidere sarà la Federazione. Da eroe, per una storica qualificazione, a emblema di un fallimento: l’ennesima dimostrazione di come, nel calcio, tutto cambi in poco tempo. Fino a poche settimane fa, la Turchia, veniva indicata come una possibile sorpresa del torneo. Oggi lascia il Mondiale dalla porta di servizio, travolta più dalle proprie occasioni sprecate che dagli avversari. E forse è proprio questo il rimpianto più grande. E viene prima di un destino ancora da scrivere.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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