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Che cosa hanno detto i primi giorni di questi Mondiali?

La Coppa del Mondo dei record, la prima a 48 squadre, è ufficialmente partita. E, fin dai primi match, non sono mancati colpi di scena e risultati a sorpresa, che regalano la netta sensazione che in questo torneo nessuno partirà già sconfitto. A tracciare una sorta di linea guida sono state le sfide delle tre Nazionali dei Paesi ospitanti, dove l’entusiasmo del pubblico di casa ha fatto la differenza, ma non per tutti allo stesso modo.Il fattore casa.
Messico e USA da applausi, Canada rimandato
Il Messico ha letteralmente infiammato il mitico Estadio Azteca, in una partita spigolosa e ad altissima tensione emotiva, chiusa con ben tre cartellini rossi. A emergere, però, sono state la maturità tattica e la ferocia agonistica de El Tri. I messicani hanno saputo colpire con grande cinismo al punto giusto, firmando un 2-0 che sa di dichiarazione d’intenti e una compattezza che potrebbe portare lontano. Il vero show, tuttavia, è stato quello degli Stati Uniti. Al SoFi Stadium di Los Angeles, la selezione a stelle e strisce ha offerto una prestazione scintillante, travolgendo il Paraguay con un netto 4-1. A impressionare maggiormente è stata la fluidità della manovra offensiva unita alla rapidità nelle transizioni. Gli uomini allenati da Mauricio Pochettino si sono dimostrati una squadra moderna, atletica e totalmente a proprio agio sotto le luci dei riflettori di casa, capace di divertire e di divertirsi. Chi invece non è riuscito a cavalcare del tutto l’onda del pubblico amico è stato il Canada. A Toronto, i canadesi non sono andati oltre l’1-1 contro la Bosnia ed Erzegovina, pagando a carissimo prezzo i troppi errori sotto porta. Pur costruendo una mole di gioco nettamente superiore rispetto agli avversari, David e compagni sono apparsi contratti e imprecisi nel momento decisivo dell’ultimo passaggio, lasciando sul terreno di gioco due punti che, in un girone così corto, rischiano di pesare come macigni.
Il miracolo di Capo Verde e lo spauracchio Germania
Se i padroni di casa hanno rubato la scena iniziale, la vera, enorme sorpresa di queste prime battute è arrivata dal Gruppo H. La Spagna, una delle grandi favorite della vigilia, è stata bloccata sullo 0-0 da un’eroica nazionale di Capo Verde. I ragazzi della nazione insulare hanno firmato un’autentica impresa calcistica, ergendo un muro invalicabile che ha reso vano il palleggio spagnolo. Un’organizzazione difensiva perfetta, raddoppi di marcatura costanti e un cuore immenso hanno permesso agli africani di conquistare il primo, storico punto della loro storia in un Mondiale, costringendo le Furie Rosse a un debutto frustrante e privo di idee. Ora la domanda sorge spontanea: basterà il ritorno di Lamine Yamal per tornare a brillare? Se gli iberici piangono, la Germania ha fatto spavento. Nel Gruppo E, la nazionale tedesca ha messo in mostra tutta la sua spietata efficienza calcistica, annichilendo lo sfortunato Curaçao con un roboante 7-1. Quella degli uomini di Julian Nagelsmann è stata una vera e propria esibizione di forza e verticalità: nessun calo di tensione, fame di gol dal primo all’ultimo minuto e un reparto offensivo apparso già ampiamente collaudato e letale.
E ora le big
Insomma, con i primi verdetti già in archivio, l’attenzione si sposta ora sul debutto delle altre grandissime corazzate, attese al varco nei prossimi giorni.C’è un’attesa febbrile per la Francia di Kylian Mbappé, chiamata a confermare lo status di favorita assoluta, e per l’Inghilterra, guidata da una generazione di talenti mai così ricca e affamata di successi internazionali. Ma gli occhi di tutto il pianeta saranno inevitabilmente puntati soprattutto sull’Argentina: i campioni del mondo in carica scendono in campo per l’ultimo ballo mondiale di un’era, con il peso della storia e l’obbligo di difendere la corona. Il Mondiale 2026 è appena iniziato, ma c’è già tantissimo da raccontare. E altrettanto da aspettare.











