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Amorim può essere l’uomo giusto per il Milan?

Dopo tanti nomi, trattative infinite, una dirigenza da ricostruire e una ridda infinita di voci, forse in casa Milan si è davvero arrivati alla svolta. I rossoneri, stando a voci e rumors, sarebbero vicinissimi a Ruben Amorim. Sarà dunque il lusitano il nuovo allenatore? E potrebbe essere l’uomo giusto?
Non v’è dubbio che si stia parlando di un profilo dal respiro fortemente internazionale, capace di portare una mentalità vincente e che è abituato a gestire le pressioni di piazze storiche. Il tecnico portoghese ha già dimostrato in carriera, specialmente allo Sporting Lisbona, di saper lavorare con giocatori di livello e soprattutto con i giovani talenti. E questo sicuramente si sposerebbe con la filosofia societaria di RedBird. Per di più la sua idea di calcio moderna, offensiva e ambiziosa potrebbe portare quella ventata di novità e di freschezza che servirebbe in quel di Milanello dopo la stagione appena trascorsa. Da analizzare è però il fatto che Amorim prediliga moduli con il 3-4-2-1 o il 3-4-3. Questo porterebbe la società a dover intervenire sul mercato per acquistare almeno due difensori, due esterni in grado di giostrare sulla trequarti e un numero 9. Insomma una vera e propria riorganizzazione della rosa, che comporterebbe qualche addio importante (Leao?) e non pochi investimenti.
Molte perplessità sono più che altro legate al suo rendimento Manchester United. E questo perché, la sua esperienza in Premier League, si è rivelata estremamente complessa e al di sotto delle aspettative. Arrivato in Inghilterra con la fama di predestinato in grado di risollevare le sorti dei Red Devils, il tecnico non è mai riuscito a trasmettere la sua identità e le sue idee alla squadra, finendo per scontrarsi con uno spogliatoio difficile e una crisi di risultati che ha portato al suo esonero. Ma, visto quanto accaduto negli ultimi anni al club britannico, è sufficiente ciò per sollevare legittimi interrogativi sulla sua reale capacità di incidere in un campionato top? Difficile rispondere con certezza, anche se la rigidità tattica può essere un problema anche in rossonero. Forse un maggiore camaolentismo e adattamento ai giocatori a disposizione potrebbe essere il primo passo. La risposta definitiva arriverà solo dal campo, ma è evidente che questa scelta possa rappresentare, da non pochi punti di vista, una scommessa tanto affascinante quanto rischiosa. Servirà una campagna acquisti all’altezza per evitare di non trovarsi di fronte all’ennesimo azzardo. Insomma, il portoghese sarà il salvatore della patria o l’ennesimo nome illustre destinato a infrangersi contro le altissime aspettative di San Siro? Tra dubbi e curiosità, non resta che attendere l’evolvere della situazione. Ma i contorni sembrano già essere quelli della sfida.











