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Mondiali 2026, scatta l’ora della verità: tra nuovo format, favorite e possibili sorprese

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Mondiali 2026, nuova formula e stesse favorite alla vittoria della Coppa del Mondo

Il conto alla rovescia sta per finire. Il Mondiale 2026, in programma dal 11 giugno al 19 luglio 2026, sta per cominciare e sarà l’edizione più grande, ricca di partite e geograficamente estesa nella storia del calcio. Co-organizzato da Stati Uniti, Messico e Canada, la vera novità sarà la rivoluzione totale del formato. Infatti il torneo si allargherà da 32 a 48 nazionali partecipanti, portando il numero complessivo di partite a 104, spalmate in 39 giorni. Questo porterà a un turno in più a eliminazione diretta, ossia i sedicesimi di finale. E ciò significa che le Nazionali finaliste dovranno disputare otto partite totali anziché le tradizionali sette per sollevare il trofeo. Questo inevitabilmente passerà dal ripescaggio delle migliori terze. Queste ultime si guadagneranno la qualificazione e il passaggio del turno tramite una classifica comparativa basata su, nell’ordine, punti totalizzati, differenza reti, gol segnati e, in ultima istanza, criteri di fair play (cartellini) o sorteggio.Insomma, ci si troverà ad avere a che fare con un vero e proprio percorso a ostacoli. Ma quali sono le favorite?

Il pensiero porta all’Argentina campione in carica. Sarà l’ultimo ballo Mondiale di Messi, ma i sudamericani dovranno fare i conti con la difficoltà di ripetersi. La Francia, finalista in Qatar, avrà a disposizione una qualità e una profondità di rosa ineguagliabile. La Spagna, reduce da un Europeo vinto, potrà affidarsi su un sistema di gioco unico e un’identità chiara. A completare questo poker di Nazionali da battere ci sarà l’Inghilterra. Il potenziale offensivo a disposizione di Tuchel sarà, al di là delle esclusioni eccellenti, di livello elevatissimo. E le possibili sorprese? Occhio al Brasile, non favoritissimo per un percorso recente tormentato. La presenza in panchina di Carlo Ancelotti potrebbe però rappresentare la vera polizza assicurativa per i verdeoro. Perché l’allenatore sa gestire spogliatoio e pressione dei grandi appuntamenti. E il suo pragmatismo, tanto criticato da chi è abituato allo spettacolo, potrebbe diventare, partita dopo partita, un’arma in più. Discorso simile per il Portogallo, che, sulla carta, potrebbe davvero collocarsi a metà tra una big e la più pericolosa delle mine vaganti. Con una rosa  che unisce la fame dei giovani all’ultimo ballo mondiale di Cristiano Ronaldo, i lusitani saranno da tenere d’occhio. Curiosità sulla Norvegia di Haaland, che nelle qualificazioni ha mostrato solidità, gioco e idee, il Marocco, pronto a ripetersi dopo la storica semifinale in Qatar, e la Colombia, che metterà in campo un bel mix tra esperienza, talento, tecnica e aggressività. Impossibile poi non citare la Germania, vogliosa di riscatto dopo qualche delusione. Occhio ai tedeschi, con Nagelsmann che ha ridato ordine tattico e serenità. E, visto un girone, sulla carta agevole, nella fase finale potrebbe venir fuori il cinismo e la concretezza teutonica.

Tra l’ultimo ballo delle leggende che hanno segnato un’epoca e la fame delle nuove generazioni pronte a prendersi la scena, il Mondiale nordamericano si preannuncia come un’epopea calcistica senza precedenti. Otto partite per toccare il cielo, 104 sfide per entrare nel mito: il palcoscenico è pronto, la storia sta per essere scritta. Non resta che mettersi comodi e godersi lo spettacolo.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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