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L’uno contro uno che mancava: Koleosho è la boccata d’ossigeno per l’attacco azzurro

L’amichevole vinta contro il Lussemburgo ha senza dubbio regalato tanti spunti. Uno di questi è che Koleosho sembra avere davvero tutto per far parte della Nazionale del futuro. Insomma, chiunque siederà sulla panchina azzurra non potrà non tenerlo in considerazione. Anche perché la sua storia sembra davvero la trama di una serie TV.
Identikit globale e un futuro roseo
Luca Warrick Daeovie Koleosho ha l’identikit perfetto del calciatore moderno. Nato a Norwalk, in Connecticut, nel 2004 da padre nigeriano e madre italo-canadese, respira sport fin da piccolo grazie alla madre, ex calciatrice professionista nella W-League. Insomma, un inizio che ha già qualcosa di televisivo. Tutto comincia sui campi di New York, per poi svilupparsi in Spagna, prima al Reus e poi all’Espanyol, e, alla fine, compiere il grande salto nel calcio inglese con il Burnley. L’Italia l’ha sempre tenuto sotto osservazione e ha dovuto accelerare i tempi per blindarlo, visto il possibile corteggiamento di Stati Uniti, Canada e Nigeria. E alla fine l’azzurro ha trionfato.
Il classe 2004 è un’ala pura, devastante quando ha spazio per puntare l’avversario. Al suo debutto in Premier League, a soli 19 anni, ha subito impressionato per il suo dribbling e la sua imprevedibilità. Tra l’altro, pur essendo un destro naturale, predilige partire da sinistra per accentrarsi, calciare o creare superiorità numerica, agendo come un vero e proprio fattore di rottura. Koleosho possiede una frequenza di passo e un’accelerazione nei primi metri che costringono costantemente le difese avversarie a raddoppiare la marcatura, liberando spazi per i compagni e offrendo giocate ad alto tasso di spettacolarità.
Il percorso di crescita
Ma quale può essere il suo futuro? Va detto che il suo percorso non è certo stato privo di ostacoli, ma li ha affrontati con la resilienza tipica dell’evoluzione di un protagonista che vuole il lieto fine. Dopo l’ottimo impatto in Inghilterra, Koleosho ha dovuto mostrare una forte tenuta mentale per superare i problemi fisici che ne hanno, per un certo periodo, bloccato la crescita e l’esplosione definitiva.
Il cambio di scenario narrativo c’è stato con l’avventura al Paris FC, dove ha continuato a mettere minuti nelle gambe e a ritrovare il feeling con il gol. In Nazionale aveva già dimostrato il suo valore sollevando l’Europeo Under-19 e diventando un punto fermo dell’Under-21. Ora il CT Baldini ha voluto dargli la grande chance, puntando sulla sua capacità di “strappare” le partite e sulla sua mentalità sfrontata, meno legata a rigidi tatticismi rispetto ai talenti cresciuti nei vivai italiani.
Insomma, Koleosho è la boccata d’ossigeno ideale per l’attacco della Nazionale maggiore. È l’innesto perfetto per il prossimo capitolo azzurro, alla perenne ricerca di esterni offensivi moderni, europei e coraggiosi. E chissà che nel suo futuro prossimo non possa esserci anche la Serie A.











