La Caduta degli Dei
Taye Taiwo, l’idolo di Marsiglia che si smarrì a San Siro

Il nome di Taye Taiwo fa pensare ad ascese e cadute, con uno sfondo fortemente rossonero. Insomma, non resta che ripercorrere il percorso del terzino passato per il Milan. Perché di cose da dire e da raccontare ce ne sono davvero tantissime.
Pilastro all’OM, ma al Milan…
Classe 1985, il nigeriano, dopo aver mosso i primi passi nel suo Paese natio, ha costruito la sua carriera europea partendo dall’Olympique Marsiglia, dove si è imposto come pilastro difensivo tra il 2005 e il 2011, vincendo una Ligue 1, una Coppa di Lega e una Supercoppa sotto la guida di Didier Deschamps. E, nel mezzo, c’è stato un Mondiale Under 20, dove ha brillato con la maglia della Nigeria, arrivando fino alla finale, persa con l’Argentina di Messi. Le sue parole d’ordine con l’OM sono state rendimento, continuità e costanza. Ed è stato sulla base di queste che il Milan, nell’estate del 2011, ha puntato su di lui. A volerlo fortemente è stato Galliani, maestro in questo tipo di trattative. In rossonero però le cose sono andate malissimo. Sono state infatti soltanto otto le partite giocate, con Allegri che gli ha sempre preferito Antonini e a Zambrotta. E, dopo solo sei mesi, dal Lecce arrivava Mesbah. Un acquisto che si è tramutato in titoli di cosa dell’avventura meneghina. Il motivo di questa delusione? Difficile avere certezze, ma non v’è dubbio che il calcio italiano richiedeva una disciplina tattica e una cura della fase difensiva che il nigeriano, prettamente offensivo e fisico, non possedeva.
Il post rossonero e il presente
Dopo l’addio al Milan, la carriera di Taye Taiwo si è trasformata in un lungo pellegrinaggio globale, che è cominciata toccando club in Inghilterra, con il prestito al QPR che ha dato il là al suo girovagare, Ucraina, con una stagione di buon livello alla Dinamo Kiev, e Turchia, con il Bursapor che ha acquistato il cartellino dai rossoneri nell’estate del 2014. Una discreta annata, con 37 presenze, avevano fatto sperare in una sorta di rinascita, ma un’improvvisa rescissione consensuale l’ha portato a far ripartire il suo giro del mondo tra Scandinavia, Svizzera e Cipro. Nel mezzo una trattativa finita malissimo e con il Seregno e una brevissima esperienza al Sant’Angelo, formazione dell’Eccellenza lombarda. La sua carriera è terminata al SalPa, club militante nella terza divisione del campionato finlandese. Tuttavia, dove, in sei mesi di permanenza, è riuscito totalizzare solamente 6 presenze. Ritiratosi nel giugno 2022, nonostante le varie esperienze, il terzino nigeriano è stato recentemente celebrato dall’Olympique Marsiglia con l’inserimento nella propria Hall of Fame. Perché là non è certo stato dimenticato.











