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Disastro Juventus, Champions al capolinea

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Luciano Spalletti allenatore della Juventus

Quello che probabilmente nessuno, nemmeno il tifoso più pessimista, avrebbe mai immaginato o pronosticato è purtroppo accaduto. La Juventus crolla fragorosamente in casa contro la Fiorentina sotto i colpi di Ndour e Mandragora, fallendo l’appuntamento più importante della stagione. Un matchpoint che avrebbe dovuto blindare la qualificazione alla prossima Champions League e che invece si trasforma in un incubo. Il ko dell’Allianz Stadium fa precipitare i bianconeri al sesto posto in classifica proprio a 90 minuti dalla fine del campionato. Adesso, Vlahovic e compagni non sono più padroni del proprio destino.

La prestazione offerta è stata opaca, impalpabile, priva di continuità e pesantemente condizionata da una preoccupante fragilità psicologica. La Juve è apparsa spenta, scialba e molle nell’atteggiamento, incapace di pungere in attacco, dove il solo Conceiçao ha cercato disperatamente di accendere la luce. Dopo lo 0-1, viziato anche da un Di Gregorio tutt’altro che impeccabile sulla conclusione di Ndour, la reazione bianconera è stata confusa e disordinata. Sotto la lente d’ingrandimento della critica finisce inevitabilmente la preparazione della partita, apparsa priva della necessaria cattiveria agonistica. Era infatti lecito attendersi una Juventus capace di azzannare immediatamente il match, ma, al contrario, a dominare il palleggio sin dalle battute iniziali è stata la Fiorentina. Il resto lo hanno fatto la pressione psicologica e gli episodi sfortunati, come il gol annullato a Vlahović per pochissimi centimetri. Ma questo non può e non deve diventare un alibi a cui appigliarsi.

Ora si prospetta una settimana ad altissima tensione alla Continassa: c’è un derby alle porte e un futuro europeo che non è più nelle proprie mani. Sebbene sia difficile fare programmi a lungo termine, nell’ambiente bianconero è già partito il processo sui pesanti riflessi economici e sportivi che una mancata qualificazione in Champions comporterebbe sui futuri assetti societari. Spalletti, forte del recente rinnovo biennale, potrebbe anche salvarsi, ma sul banco degli imputati c’è sopratutto chi ha pianificato una campagna acquisti estiva che non ha portato benefici, dato che nessuno dei nuovi arrivati è riuscito a imporsi come un vero titolare. Restano solo 90 minuti per sperare in quello che, oggi, ha tutta l’aria di un miracolo sportivo o di un suicidio altrui. Ma a prescindere dal verdetto finale, i nodi sono ormai pronti a venire al pettine.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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