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Milan-Tare, il copione ribaltato: storia di un amore mai nato

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Tare protagonista del mercato di questi ultimi due giorni di agosto

L’usato sicuro della Serie A. Un dirigente stimato per la sua straordinaria abilità nel fare mercato anche in condizioni di forte austerità finanziaria. Quando Igli Tare, lo scorso maggio, è entrato a far parte del progetto Milan l’obiettivo era trovare una sorta di svolta, per la sua abilità nel fare plusvalenze e con i parametri zero. Quanto fatto alla Lazio ne era la perfetta dimostrazione. Milikovic, Immobile, Luis Alberto e Klose: questi soltanto alcuni dei nomi portati i biancoceleste. Insomma, i tifosi e la proprietà credevano che, unendo il suo fiuto per il talento ai maggiori capitali messi a disposizione da Gerry Cardinale, i meneghini avrebbero potuto dominare il mercato. Le premesse erano eccellenti, ma i fatti e il campo hanno dimostrato altro. Come in una sorta di serie tv dal copione ribaltato.

Il DS un po’ fuori luogo

Il budget avuto a disposizione ha paradossalmente finito per cambiare i connotati del modus operandi del dirigente albanese. Costretto a muoversi su profili internazionali più costosi anziché sulle sue classiche scommesse low-cost, l’ex Lazio sembrava quasi aver perso la sua principale virtù, faticando a gestire la convivenza con gli algoritmi societari e le richieste del tecnico Massimiliano Allegri. Ma quali sarebbero le sue colpe? In quel di Milanello. gli imputano la responsabilità diretta di un calciomercato estivo fortemente insoddisfacente. In particolare, le operazioni legate agli acquisti di Christopher Nkunku e Ardon Jashari non hanno convinto e non hanno portato il valore aggiunto sperato per il salto di qualità della squadra. Per di più sembrerebbe che il buon Igli non si sia mai realmente integrato nella struttura societaria del Milan, avendo in primis vissuto un rapporto decisamente tormentato e conflittuale con l’Amministratore Delegato Giorgio Furlani. Insomma, il DS avrebbe bisogno di totale autonomia decisionale che però cozzava con la struttura del club. Da non sottovalutare poi la pesante ombra di Max Allegri. La stagione sportiva del Milan si è rivelata estremamente complicata e al di sotto delle aspettative del club, nonostante la squadra sia in corsa per la qualificazione in Champions League. La posizione del direttore sportivo è rimasta strettamente legata a quella dell’allenatore. E, visto il crollo delle ultime settimane, l’addio è stato inevitabile.

I tifosi che contano

Dunque, per concludere, si può dire che si era venuta a creare una situazione a dir poco ingestibile, con tutte le premesse positive che non sono confermate dai risultare. Da non sottovalutare poi un ambiente rossonero e una tifoseria che hanno percepito una forte distanza emotiva con i vertici societari. Una sorta di mancanza di milanismo, che ha inevitabilmente alimentato le contestazioni nei confronti di tutta l’area tecnica e dirigenziale. Igli Tare così saluta il Milan dopo una sola stagione. I nomi per sostituirli sono tanti, a partire da Tony D’Amico. Ma non si possono non fare i conti con questa serie tv che ha i contorni della storia di un amore mai nato. E il colpevole non può essere solo e soltanto uno.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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