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Muro contro muro: Ndicka vs Gila i guardiani della Capitale

Il derby di Roma non è e non sarà mai una partita come le altre. Ma ecco che, questa volta, con la stracittadina che si giocherà nel finale di stagione, potrebbe esser decisive le difese. A prendersi la scena un possibile duello a distanza tra Ndicka e Mario Gila. Insomma, un faccia a faccia davvero molto interessante.
Due scuole diverse
Classe 1999, Ndicka Inizia a giocare a calcio a soli 7 anni in alcune scuole calcio della periferia di Parigi, sua città natale. Nel 2012, a 13 anni, entra nel prestigioso settore giovanile dell’Auxerre. Fa tutta la trafila delle squadre giovanili, mettendosi in mostra per la sua imponente struttura fisica e l’abilità nel leggere il gioco. Nella stagione 2016/2017 viene aggregato all’Auxerre 2 nel campionato di Championnat National 3 e comincia la fase più importante della sua avventura con il club transalpino. A febbraio firma il suo primo contratto da professionista, per poi, l’anno dopo, entrare stabilmente nelle rotazioni della prima squadra, chiudendo l’esperienza in Francia con 14 presenze complessive.
Acquistato a soli 18 anni per circa 6 milioni di euro dall’Eintracht Francoforte, si impone subito come titolare, chiudendo la prima stagione con 36 presenze complessive. Cinque stagioni importanti in Germania per il classe 1999, che mette anche in mostra il suo vizio del gol, soprattutto sui calci piazzati. Mette a referto ben 10 gol e 7 assist totali in Bundesliga. Il punto più alto della sua avventura teutonica coincide con la stagione 2021/2022, dove è tra i protagonisti della cavalcata trionfale in Europa League, giocando sia la semifinale contro il West Ham che la finale contro il Siviglia. Nell’ultima annata (2022/2023) debutta anche in Champions League. Al termine del contratto, decide di non rinnovare con l’Eintracht per provare una nuova esperienza professionale, trasferendosi alla Roma da parametro zero nell’estate del 2023.
Classe 2000, Mario Gila inizia a giocare a calcio nelle scuole calcio del Santa Perpètua e del Sabadell. Successivamente passa alle giovanili del Mollet e della Damm, storici club formativi di Barcellona. Nel 2017 entra nel vivaio dell’Espanyol, dove disputa una stagione di altissimo livello nella categoria Juvenil A, attirando gli osservatori dei più grandi club nazionali. Nel 2018 il Real Madrid lo acquista per inserirlo nella propria cantera. Sotto la guida di una leggenda come Raul, diventa il leader difensivo e il capitano del Real Madrid Castilla (la squadra B) in terza divisione. Colleziona 73 presenze e segna 5 gol, Il 30 aprile 2022 vive il momento più alto della sua esperienza madrilena. Carlo Ancelotti lo fa esordire in prima squadra al Santiago Bernabéu, nei minuti finali della partita vinta 4-0 contro l’Espanyol, proprio la sua ex squadra, match che, tra l’altro, sancisce matematicamente la vittoria della Liga per i Blancos. Gioca di nuovo contro il Levante, ma per lui a Madrid c’è poco spazio.
Cosa accade nella Capitale
Ndicka arriva alla Roma nell’estate del 2023, a parametro zero dall’Eintracht Francoforte, e si inserisce gradualmente nei meccanismi difensivi, collezionando 25 presenze in Serie A con ben 3 assist all’attivo. Non si può dimenticare la grande paura del 14 aprile 2024, quando accusa un malore in campo durante Udinese-Roma. Fortunatamente gli accertamenti escludono problemi cardiaci (si trattò di un trauma toracico con pneumotorace) e torna in campo poco dopo. Quella successiva può essere definita la stagione dei record, in quanto diventa il primo giocatore di movimento della Roma dal 2004 a giocare tutte le 38 partite di Serie A senza mai essere sostituito. Insomma, diventa un elemento insostituibile a livello internazionale. Quest’anno raggiunge quella che è la sua definitiva maturità, a cui aggiunge il vizio del gol, toccando, tra campionato e coppa, le cinque reti stagionali. Le sue prestazioni costanti fanno schizzare il suo valore di mercato, attirando l’interesse delle big europee. Dunque a 26 anni ha davvero raggiunto il suo apice.
Arrivato alla Lazio nell’estate 2022 per 6 milioni di euro, Gila vive un primo anno complicato all’ombra dei titolari Alessio Romagnoli e Nicolò Casale. Trova pochissimo spazio in campionato, ma impiegato prevalentemente nelle coppe europee per fare esperienza e assimilare i complessi meccanismi tattici della difesa a quattro di Maurizio Sarri. La svolta c’è l’anno dopo, grazie anche agli infortuni dei titolari. Lo spagnolo viene gettato nella mischia e sfodera prestazioni monumentali, sia in Serie A che in Champions League, giocando grandi partite contro Atletico Madrid e Bayern Monaco. La stagione successiva, con Baroni in panchina, si conferma il leader indiscusso della retroguardia, collezionando 32 presenze e segnando anche i suoi primi gol pesanti tra campionato ed Europa League. Quella in corso è senza dubbio l’annata della sua maturità, agendo come un vero e proprio regista difensivo aggiunto. È tra i trascinatori della squadra che ha conquistato l’accesso alla Finale di Coppa Italia e su di lui ci sono gli occhi di molti club importanti.
Chi è più forte?
Difensore centrale moderno, forte fisicamente e dominante nel gioco aereo: queste le armi di Ndicka. Il francese aggiunge a ciò senso della posizione, flessibilità tattica, potendo giocare sia come braccetto che come centrale, e abilità in fase di impostazione e di costruzione. La dote migliore di Gila è invece la velocità, anche se allo spagnolo non mancano certo duttilità e senso dell’anticipo. Il biancoceleste è bravo anche nella costruzione dal basso, essendo considerato un vero e proprio regista difensivo. Insomma, un bel duello, con il futuro che sembra però sorridere all’iberico.











