La Caduta degli Dei
Dallo Scudetto al silenzio: la storia di Simone Zaza

Il nome di Simone Zaza non può non evocare ricordi. Ricordi che riguardano tifosi di Sassuolo, Juventus, Torino e anche della Nazionale. La sua è una storia fatta di ascese e discese, ma che merita un’analisi approfondita.
Dall’esplosione al famoso rigore
Dopo una lunga gavetta, l’attaccante è definitivamente esploso con la maglia del Sassuolo. Con Berardi e Sansone formava un tridente a dir poco perfetto. In due stagioni ha segnato 20 gol, mostrando una potenza fisica e una coordinazione fuori dal comune. Il passaggio alla Juventus è sembrata una sorta di naturale conclusione. Chiuso da Dybala, Mandzukic e Morata, il buon Simone ha accettato, con grande umiltà e maturità, il ruolo di quarta punta. Ma è stata la sua ferocia a fare la differenza, permettendogli di segnare gol pesantissimi in relazione ai minuti giocati. Il pensiero va al 13 febbraio 2016, quando allo Stadium contro il Napoli, dopo essere entrato all’88’, ha scagliato un sinistro deviato da Albiol e che ha regalato il sorpasso in classifica ai bianconeri. Quella è stata la vittoria che, di fatto, ha indirizzato lo scudetto della rimonta. Le sue prestazioni gli sono valse un posto in azzurro agli Europei 2016. Con il senno di poi, questi sono stati lo spartiacque psicologico e professionale della sua carriera. Quella competizione è stata segnata da due momenti opposti. Il primo è stato, nella fase a gironi contro la Svezia, la sponda aerea per il gol vittoria di Eder, dimostrando di essere in uno stato di forma fisica e mentale eccellente. L’altro, che tutti si ricorderanno, il famoso rigore nei quarti di finale contro la Germania, con la sua rincorsa a passetti e il tiro finito alto sopra la traversa. Zaza stesso ha ammesso di aver sofferto per anni, perdendo persino il sonno, dopo quell’errore.
Le ultime avventure e il presente
Passato al West Ham, non è riuscito ad adeguarsi e ad ambientarsi in un calcio completamente diverso. A Londra ha collezionato una decina di presenze, senza mai trovare la via del gol. Zaza è rinato al Valencia, segnando persino al Real Madrid e realizzando una tripletta contro il Malaga. : Nel settembre 2017 è stato nominato giocatore del mese (MVP) della Liga, superando giganti come Leo Messi. In quella stagione (2017/18) raggiunse il suo record personale di marcature all’estero, chiudendo con 13 gol totali. Insomma, segnali di riscatto importanti, ma, nonostante l’amore dei tifosi, il rapporto con l’allenatore Marcelino si è incrinato progressivamente a causa di alcune panchine e divergenze tecniche. Questo portò alla decisione del club di cederlo al Torino nell’estate 2018 per circa 14 milioni di euro. L’attaccante non è mai riuscito a integrarsi con Belotti, rendendo meglio da prima punta unica, ma quel posto era intoccabile. L’ex Juve, molto spesso, si è ritrovato a fare la riserva di lusso, Al di là della fiammata del 2019/20, dove ha toccato la doppia cifra, la sua media realizzativa è stata deludente. Negli ultimi due anni è finito totalmente ai margini del progetto. Ed ecco che, il 31 agosto 2022, il Torino ha preferito risolvere consensualmente il contratto. A oggi Simone Zaza non ha ancora annunciato il suo ritiro, pur non scendendo in campo da anni. Stando alle indiscrezioni, avrebbe anche rifiutato alcune offerte. Un qualcosa che pare rendere la sua parabola ancora più malinconica.











