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Dall’Ara violato e sogni europei: Italiano è a un bivio

«L’anno scorso in pochi facevano punti allo stadio Dall’Ara, mentre quest’anno in casa siamo stati discontinui. Le quattro competizioni hanno senza dubbio pesato, togliendoci almeno dieci punti. Futuro? Mi incontrerò con la società. Io credo che, con degli innesti di buona qualità in ogni reparto, questa squadra l’anno prossimo si potrebbe togliere delle soddisfazioni». Queste parole di Vincenzo Italiano, rilasciate dopo il pari casalingo contro il Cagliari, potrebbero davvero essere l’immagine della stagione del Bologna.
L’allenatore degli emiliani ha evidenziato come la gestione delle quattro competizioni (Serie A, Champions League, Coppa Italia e Supercoppa Italiana) abbia prosciugato energie mentali e fisiche, portando a una discontinuità fatale, soprattutto tra le mura amiche. Il mirino va soprattutto sull’Europa League, con una cavalcata comunque dignitosa, che ha portato Orsolini e compagni fino ai quarti di finale. Dopo le partite del giovedì però spesso la squadra è tornata con pochissimo tempo per allenarsi e preparare i match di campionato, arrivando alle gare di Serie A fisicamente e mentalmente scarica. Un qualcosa che inevitabilmente ha pesato in classifica, portando, come ha sottolineato Italiano stesso, al venir meno del fortino Dall’Ara. A differenza della passata stagione, lo stadio di casa non è dunque stato più una garanzia di vittoria. E, i punti, molto spesso pesanti, raccolti in trasferta, non sono bastati per lottare per un posto in Europa. Ovviamente poi ci sono stati anche errori individuali e lacune della rosa. Infatti, in molte occasioni, il Bologna ha pagato a caro prezzo cali di concentrazione o scarsa efficacia sotto porta. Mancanza di cinismo, di cattiveria sotto porta, distrazioni, incomprensioni e fragilità difensiva: queste le problematiche che hanno portato a sconfitte o pareggi evitabili, specialmente in fasi cruciali dei match. Decisive sono state anche alcune assenze chiave dovute a infortuni, che hanno limitato le rotazioni necessarie per gestire così tanti impegni.
Nonostante le difficoltà, il tecnico ha voluto guardare avanti con ottimismo e positività, subordinando però il successo della prossima stagione a un mercato di qualità. Insomma, Italiano ha chiesto esplicitamente innesti mirati in ogni reparto per alzare il livello della rosa e tornare a competere per le posizioni di vertice. La priorità sembra essere soprattutto un difesa, con un terzino e un centrale, ma anche su una maggiore dinamismo in mezzo al campo. Ovviamente, per chiudere il cerchio, servirebbe un attaccante in grado di sfruttare la mole di gioco prodotto. Resterà da capire quali saranno le intenzioni della società. Insomma, lecito chiedersi se il futuro di Italiano sarà ancora rossoblu, con i nomi di De Rossi e Grosso che già iniziano a circolare. Il tecnico ha fatto la sua mossa. Ora si vedrà se qualcuno replicherà. E se questa storia è destinata a continuare. Il tecnico ha lanciato il guanto di sfida: la sua permanenza non è più solo una questione di contratto, ma di ambizioni condivise. Il bivio è tracciato: da una parte il consolidamento di un ciclo, dall’altra l’incognita di un nuovo inizio.











