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La Caduta degli Dei

Pau Lopez e il peso infinito di un derby

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Il nome di Pau Lopez non evoca certo piacevoli ricordi per i tifosi della Roma. Il pensiero va agli errori nel derby, ma non solo. E allora non resta che ripercorrere una storia, iniziata sotto i migliori auspici, ma che ha avuto un evolversi tutt’altro che positivo.

Galeotto fu il derby

Dopo aver iniziato con i rumeni del Saint Gregori, il portiere è cresciuto con l’Espanyol. Infatti, dopo la trafila nelle giovanili e nella seconda squadra del club catalano, si è imposto come titolare nella stagione 2015-2016 dopo la partenza di Kiko Casilla verso il Real Madrid, collezionando 36 presenze in Liga. In seguito ha vissuto una stagione in prestito al Tottenham, fortemente voluto da Mauricio Pochettino. Nonostante zero presenze ufficiali in prima squadra, l’estremo difensore più volte ha descritto l’esperienza come fondamentale per la sua crescita tecnica, allenandosi con Hugo Lloris e migliorando proprio nella gestione del pallone. Tornato in Spagna all’Espanyol, ha in realtà vissuto la sua stagione migliore con il Real Betis. È diventato titolare, ottenendo persino la convocazione in Nazionale. E sono state proprio le sue prestazioni con gli andalusi ad attirare l’interesse della Roma.

Quello dei giallorossi, nell’estate del 2019, è stato un vero e propri investimento record per la porta, spendendo più di 20 milioni di euro. La sua esperienza nella Capitale però è stata tutt’altro che idilliaca, come può essere dimostrato dai numeri: 92 reti subite in 76 presenze. Insomma, una media è di circa 1,21 gol subiti a partita. L’obiettivo del club romanista era quello trovare finalmente l’erede di Alisson dopo il fallimento di Olsen. Ma qualcosa non è andato nel verso giusto. Dopo un buon avvio, un episodio chiave, in senso negativo, è stato l’errore nel derby del 26 gennaio 2020. Infatti un suo intervento goffo ha permesso ad Acerbi di segnare il gol dell’1-1. Dunque un vero e proprio punto di rottura psicologico, visto che, da quel momento, il rapporto con la tifoseria e la sua sicurezza tra i pali sono letteralmente crollati. Dopo la ripresa del campionato post Covid, il suo rendimento è calato di livello. Nella stagione successiva, spesso gli è stato preferito Antonio Mirante, con il tecnico Fonseca che ha iniziato ad alternarli costantemente per mancanza di garanzie. A chiudere il cerchio, nell’aprile 2021, è stato il suo infortunio all’Old Trafford, durante la semifinale di Europa League contro il Manchester United. Una lussazione della spalla sinistra, con conseguente intervento chirurgico, l’ha costretto a rimanere ai box per il resto della stagione. Per di più gli arrivi di Mourinho in panchina e Rui Patricio nella batteria di portieri ha messo definitivamente fine alla sua avventura.

Il post Roma e il presente

Dopo aver lasciato la Roma nel 2021, la carriera di Pau López ha vissuto una vera e propria montagna russa. La prima tappa è stata la rinascita all’Olympique Marsiglia. In Francia, il portiere ha vissuto probabilmente il suo miglior momento, diventando il titolare per tre stagioni, mantenendo una buona continuità e ritrovando fiducia. Nell’estate del 2024 è tornato in Spagna, al Girona, con grandi aspettative visto che il club si era qualificato per la Champions League. Tuttavia, l’esperienza è stata un fallimento quasi totale, trovando pochissimo spazio finendo rapidamente ai margini del progetto tecnico. Ed ecco che, dopo una breve parentesi di sei mesi ai messicani del Toluca, nel luglio 2025 è tornato a titolo definitivo al Betis, il club che lo aveva lanciato. Sta però vivendo una stagione difficile, con 16 presenze totali tra Liga ed Europa League e 22 gol incassati, con una media che ha riacceso i dubbi sulla sua affidabilità. Dopo un infortunio e alcune prestazioni incerte, come i 4 gol subiti contro il Braga, ha perso il posto da titolare fisso a favore di Álvaro Valles. In sintesi, dopo il buon triennio a Marsiglia che sembrava aver cancellato i fantasmi romani, il ritorno in patria non sta dando i frutti sperati, riportandolo in una situazione di precarietà tecnica simile a quella vissuta in Italia.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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