Uno 0-0 che rispecchia l’assenza di emozioni e di sussulti. Davvero una brutta partita quella tra Milan e Juventus, Un match che è stato ampiamente criticato, sui social, ma non solo, per la mancanza di spettacolo. Una sfida che è stata dominata dalla tattica e dalla paura di perdere e che alla fine sembra essere più stata orientata e influenzata dall’idea che, un punto per parte, non facesse scontento nessuno. Ed è per questo che, entrambe le squadre, sono state estremamente prudenti. Il Milan ha sicuramente deluso e, al di là della traversa di Saelemakers, ha faticato a scardinare la difesa bianconera. I bianconeri, dal canto loro, sono stati un po’ più intraprendenti, giocando però per lo più d’attesa. Non v’è dubbio che, in uno scontro tra terza e quarta in classifica, era lecito aspettarsi qualcosa in più. Ed ecco che Milan-Juve è diventata lo specchio del nostro calcio e del nostro campionato. Una Serie A dove a dominare sono soprattutto i ritmi bassissimi, caratterizzata da un possesso palla e da una fitta rete di passaggi, a tratti sterile e inutile. Zero verticalizzazioni, zero aggressività, zero fantasia e qualità. Il risultato è un qualcosa di soporifero, con una gara che scivola via senza lasciar nulla.
In definitiva, se uno dei big match per eccellenza si riduce a novanta minuti di sbadigli e calcoli aritmetici, vuol dire che davvero c’è qualcosa che non va. Alla fine, il tabellino dice 0-0 e la classifica si muove di un passo corto per entrambe. Un punto che probabilmente accontenta le dirigenze e mette al sicuro i bilanci in ottica Champions, anche se il risultato rilancia le ambizioni di Como e Roma. Però ciò che lascia questa partita è in primis un vuoto tecnico imbarazzante. Far vincere la prudenza, la paura di non farsi male e il pensare prima a non prenderle non sembra essere la soluzione. Anche se molti risponderanno che, alla fine, conta il risultato.
