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La Caduta degli Dei

L’ombra del talento: ascesa e caduta di Jesper Lindstrøm

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Il nome di Jesper Lindstrøm apre non poche questioni. Il danese è passato in quel di Napoli, ma non ha certo lasciato ricordi indelebili. Ma c’è davvero tantissimo altro da dire e da raccontare.

Un’esplosione clamorosa, ma a Napoli…

Classe 2000, la sua carriera è decollata rapidamente in Danimarca, portandolo a diventare uno dei talenti più cercati d’Europa prima del suo approdo in Bundesliga. Cresciuto nel settore giovanile del Brøndby, uno dei club più prestigiosi della Danimarca, ha subito dimostrato subito di avere una marcia in più. Si è imposto come titolare fin da giovanissimo, trascinando la squadra alla vittoria del titolo danese nella stagione 2020/21. Un’annata magica per lui, che ha segnato 10 gol e fornito 11 assist. Giocava da trequartista, ruolo dove riusciva a sfruttare la sua velocità palla al piede e le sue capacità di inserirsi tra le linee. Le sue performance hanno attirato l’attenzione dell’Eintracht Francoforte, che lo ha acquistato per circa sette milioni di euro. E l’investimento ha, nemmeno a dirlo, dato i suoi frutti.  Il punto più alto è stato la vittoria dell’Europa League nel 2022. Le sue prestazioni contro squadre come il Barcellona lo hanno consacrato a livello internazionale. E non è un caso che sia stato premiato come Rookie of the Season della Bundesliga (2021/22).

In due stagioni ha collezionato 80 presenze, 14 gol e 14 assist. Ed è stato proprio il suo biennio teutonico a far schizzare il suo valore di mercato. Nel 3-4-2-1 partiva largo per poi accentrarsi, sfruttando la velocità nelle transizioni. Il Napoli ha spesso per Lindstrøm 25 milioni di euro. Ma le cose non sono andate come ci si sarebbe aspettati. L’avventura partenopea è stata segnata da una serie di fattori che ne hanno impedito il successo, trasformando l’acquisto più costoso dell’estate 2023 in un vero e proprio “oggetto misterioso”. Acquistato per sostituire Lozano, il danese non si è mai adattato al ruolo di ala pura nel 4-3-3. Va detto che si è trovato a vivere la stagione più caotica della gestione De Laurentiis, lavorando con tre diversi allenatori (Garcia, Mazzarri, Calzona). Questo continuo cambio di moduli e filosofie non ha aiutato l’inserimento di un giocatore che già faticava a comprendere i dettami tattici del calcio italiano. Ed è proprio per questo che  è stato utilizzato quasi esclusivamente per brevissimi spezzoni di gara (appena 412 minuti totali in Serie A). Questo scarso impiego ha minato la sua autostima, culminando nell‘errore sotto porta contro il Barcellona, diventato il simbolo della sua stagione negativa.

https://www.youtube.com/watch?v=M9HrlV2y7Y4

Il post Napoli e il presente

Per rilanciarsi, Lindstrøm si è accasato all’Everton. La svolta però non c’è stata, con  l’ex Eintracht che non ha sfruttato le poche occasioni avute per sbloccarsi, mostrando la stessa mancanza di cattiveria sotto porta vista in Italia. Chiudere la stagione con 0 gol in Premier League ha reso impossibile per il club giustificare un riscatto da 22 milioni di euro. A pesare è stato anche la concorrenza interna, con giocatori come Dwight McNeil o Jack Harrison più adatti all’idea tattica, in quanto garantivano una maggiore copertura difensiva. In sintesi, il passaggio all’Everton doveva essere quello del riscatto fisico, ma ha finito per confermare i dubbi sulla sua tenuta mentale e atletica fuori dalla Bundesliga. Ed è per questo che il presente si chiama Wolfsburg. Anche quest’esperienza però sta purtroppo confermando il trend negativo degli ultimi anni, viste le sole 12 partite disputate e i zero gol e zero assist. La sua stagione è stata pesantemente condizionata da problemi fisici. Ha subito un infortunio agli adduttori che lo ha tenuto fuori per circa 67 giorni tra fine 2025 e inizio 2026. Anche quando è sceso in campo, non è mai riuscito a lasciare il segno.

Il Wolfsburg detiene un diritto di riscatto fissato a 12-16 milioni di euro. Viste le prestazioni attuali, è molto improbabile che il club tedesco lo confermi. Il giocatore sembra lontano anni luce dal talento ammirato con l’Eintracht, faticando a ritrovare la fiducia necessaria per incidere ad alti livelli. Sicuramente farà ritorno al Napoli, con il suo cartellino che si è però ormai fortemente svalutato. Il rischio concreto è che diventi un esubero cronico difficile da piazzare a causa dell’ingaggio e del costo d’acquisto non ancora ammortizzato. Ma è lecito sperare in un sussulto d’orgoglio.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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