Editoriale
Inter, una manita che sa di scudetto. La Roma si è squagliata
Un messaggio forte e chiaro. Una risposta a chi parlava di crisi, di momento difficile e a chi sperava in un campionato ufficialmente e definitivamente riaperto.

L’Inter, annichilendo, sotto tutti i punti di vista, la Roma, ha dato uno strattone, forse decisivo, alla lotta scudetto. Giallorossi mai realmente in partita, con un punteggio che sarebbe potuto essere addirittura più pesante del 5-2 finale.
E lo si è capito subito, visto che la prima rete è arrivata dopo appena un minuto. Lautaro Martinez ha fatto capire quanto sia stata pesante la sua assenza negli scorsi match. Quando c’è l’argentino in campo, i meneghini cambiano faccia, tatticamente, tecnicamente, mentalmente e caratterialmente. Insomma, è tutta un’altra musica. Ma si è rivista anche la tanto agognata THULA. Marcus Thuram è infatti tornato a brillare, con assist è gol: il francese può essere, nelle prossime settimane, l’arma devastante per chiudere ogni discorso. La ciliegina sulla torta la prestazione super di Calhanoglu. Il gol del turco vale il prezzo del biglietto, ma anche il suo ordine, la sua qualità nel distribuire il gioco e nel gestire la manovra. Il vero direttore d’orchestra è stato però mister Chivu. La partita è stata preparata in modo perfetto, in particolar modo dal punto di vista motivazionale. E anche il rumeno ha dato le sue risposte.
Poco da dire sulla Roma. E questa è tutt’altro che una notizia positiva. Le tante assenze non possono essere una giustificazione e l’unica motivazione dietro un atteggiamento di questo tipo. I giallorossi sono apparsi spenti, abulici, apatici, distratti in zona difensiva e totalmente nulli in quella offensiva. Il momentaneo pareggio è stato solo una vana illusione per una squadra surclassata sotto ogni aspetto. La Champions si allontana, con una stagione che, dopo esser nata e cominciata sotto altri auspici e con ben altre sensazioni, potrebbe trasformarsi nell’ennesima delusione. Quella di San Siro, per gli uomini di un Gasperini apparso sempre più spaesato, non è stata solo una sconfitta, ma un naufragio collettivo che ha fatto venire meno le poche certezze rimaste. Se l’Inter ha suonato la sinfonia dello scudetto, oggi ai capitolini resta solo il silenzio assordante di chi si sta lentamente squagliando. Come detto, il quarto posto ora è diventato un miraggio, ma il rischio è che, a prendersi la scena siano i rimpianti. Se non addirittura l’anonimato più totale.










