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Lo scivolone azzurro e il “caso” Bosnia

Italia

Prima regola: mai portarsi sfiga da soli. Seconda regola, più importante anche della prima – anzi, fondamento di ogni sport (e della vita in generale): portare rispetto. Che sia il prossimo tuo, il vicino di casa o l’avversario della partita da “dentro o fuori” per i Mondiali.

L’esultanza in diretta nazionale dei nostri uomini dopo i rigori tra Bosnia e Galles ha fatto il giro del mondo. Ed è arrivata, ovviamente, anche a Sarajevo. Dove le immagini sono viste e riviste, proiettate e riproiettate. Quale miglior strumento per compattare lo spogliatoio, unire la nazione, spingere una squadra che non parte, ovviamente, da favorita? Quale miglior modo per tirare fuori ancora più carattere, ancora più cuore, ancora più grinta?

Basta leggere le parole di Tari Mihamerovic, difensore del Sassuolo e della nazionale bosniaca: “Diamo una lezione agli italiani e alla fine festeggeremo. Temiamo solo Dio e vogliamo mangiarci chiunque capiti sulla nostra strada”. Lo hanno detto anche dall’ambasciata italiana in terra di Bosnia, nella riunione con la FIGC: il clima sarà elettrico. Lo sarebbe stato comunque, nel catino di Zenica, ancora più piccolo per una squalifica FIFA. Lo è particolarmente adesso: si vuole conquistare il Mondiale, si vuole dare una lezione a chi si sente favorito.

“Non siamo arroganti, non possiamo neppure permettercelo visto che sono 12 anni che l’Italia non va al Mondiale – ha provato a smorzare DimarcoIl nostro è stato un gesto istintivo, come sarebbe potuto succedere tra amici. Non volevamo mancare di rispetto a nessuno, tanto che subito dopo ho inviato un messaggio a Dzeko. Con Edin siamo amici, abbiamo giocato insieme nell’Inter e quest’estate ci siamo visti in vacanza. Gli ho fatto i complimenti, lui li ha fatti a me e mi ha detto: vinca il migliore. Come deve essere”.

Ma intanto il danno è fatto. Danno della Rai, dicono molti, colpevole di aver immortalato un momento privato, di spogliatoio, e averlo trasmesso in diretta. “Mancanza di rispetto – ha detto ancora Dimarco – Siamo stati ripresi in un contesto privato dove c’erano amici, familiari e bambini”. Nessun minore, fanno sapere da Saxa Rubra, ma anche nessuna replica ufficiale. Profilo basso, toni smorzati.

Li alza invece, e fa bene, Fabrizio Roncone, sulle colonne del Corriere della Sera: “La verità è che se hai immagini così, le dai, sono una notizia, è cronaca. Non scherziamo. Ciò che sorprende è, piuttosto, la clamorosa leggerezza dei quattro calciatori. Non siete stati arroganti, caro Dimarco, ma fessi. Il che è peggio. In campo, per dirvi che dovete scalare una marcatura, vi coprite la bocca con la mano, e poi vi mettete a saltellare di fronte a una telecamera accesa? Ma in che mondo vivete? Scendete dai vostri SUV e venite nel mondo reale.

Un mondo reale che li aspetterà al varco martedì sera.

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