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Faccia a Faccia

Inter-Roma, sfida sulle fasce: Il mancino di Dimarco contro il fulmine Wesley

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di marco wesley

Decisiva sia per lo scudetto che per la Champions. Inter-Roma sarà senza alcun dubbio il big match della 31esima giornata di Serie A. Una sfida di alta classifica e su cui ci son grandi aspettative. Una sfida che potrebbe decidersi sulle fasce. E allora occhio al faccia a faccia tra Dimarco e Wesley.

Inizi diversi

Classe 1997, Dimarco inizia la sua avventura nelle giovanili dell’Inter nel 2004, dopo i primi calci nella Calvairate. Compie tutta la trafila delle squadre giovanili, distinguendosi per le doti tecniche e la precisione del piede sinistro. Diventa un elemento chiave della Primavera, mettendosi in mostra per la capacità di spinta e i gol nonostante il ruolo difensivo. La ciliegina sulla torta c’è l’11 dicembre 2014, quando, a 17 anni, esordisce in Europa League contro il Qarabag. Il 31 maggio 2015, subentrando contro l’Empoli a San Siro, debutta in Serie A. All’Ascoli vive la sua prima vera tappa tra i professionisti. Arrivato nelle Marche nel gennaio 2016, quando ha 18 anni, dimostra di essere uno dei  giovani più interessanti della Serie B. 15 partite giocate e quattro assist decisivi, sono il suo biglietto da visita.

Il capito successivo lo vede indossare la maglia dell’Empoli nella stagione 2016/2017, con il suo debutto effettivo in Serie A come giocatore di rotazione. Infatti in Toscana, sotto la guida di Martusciello, si alterna con il titolare Manuel Pasqual. Solo 12 presenze e 500 minuti rappresentano un magro bottino, ma la crescita di Dimarco continua. L’esperienza al Sion, nel 2017/2018, è l’unica parentesi all’estero di Federico Dimarco. Quello in Svizzera è però un passaggio tanto breve quanto sfortunato. Questo a causa di una frattura al piede dopo soli 40 minuti di gioco della prima giornata di campionato. Dopo solo nove presenze e due assist, torna all’Inter, che però poi lo gira in prestito al Parma e al Verona. L’avventura emiliana si caratterizza di alti e bassi, ma segna proprio all’Inter, regalando la vittoria ai ducali in quel di San Siro. Il buon Federico è vittima di un grave infortunio agli adduttori che lo tiene fuori per quasi quattro mesi, rendendo il suo bilancio parmense non troppo positivo. In Veneto invece, sotto la guida di Ivan Juric, diventa un calciatore totale, specializzandosi sia come esterno a tutta fascia nel 3-4-2-1 che come braccetto sinistro nella difesa a tre. Insomma, una vera e propria metamorfosi tattica, che, nella stagione 2020/2021, lo porta a esplodere definitivamente con cinque gol e tre assist in 35 partite.

Classe 2003, muove i primi passi all’Atlético Tubarão. Gioca nel settore giovanile tra il 2019 e il 202, per poi esordire tra i professionisti e attirare l’attenzione degli osservatori del Flamengo. Quest’ultimo lo acquista nel 2021, inizialmente per rinforzare la squadra Under-20, ma poi diventa rapidamente un punto fermo della prima squadra. La sua è una scalata a dir poco rapida. Esordisce subito in prima squadra, ma è nel 2023 che diventa un titolare inamovibile, approfittando degli infortuni dei compagni e convincendo allenatori come Jorge Sampaoli e Tite. Con il club di Rio vince titoli prestigiosi, tra cui la Copa Libertadores (2022), la Coppa del Brasile (2022 e 2024) e il Campionato Carioca (2024 e 2025). Nell’estate del 2025, dopo una lunga trattativa passa alla Roma per una cifra complessiva di circa 30 milioni di euro (25 fissi + 5 di bonus).

Milano nerazzurra vs Roma giallorossa

Il ritorno di Federico Dimarco all’Inter nel 2021 segna l’inizio della sua consacrazione definitiva. Sotto la guida di Simone Inzaghi, trova la sua collocazione perfetta nel 3-5-2, raccogliendo, partita dopo partita, l’eredità di Perisic. È tra i protagonisti assoluti della vittoria del 20° Scudetto (2023/24), segnando gol pesantissimi come quello da centrocampo contro il Frosinone. Oltre al tricolore, vince due Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane, giocando anche la finale di Champions League nel 2023 e nel 2025.  I suoi numeri comunque confermano una crescita costante. tanto che, anche con Chivu e in Nazionale, è pilastro intoccabile. Nella stagione in corso (2025/26), ha già collezionato sei gol e 14 assist tra campionato e coppe, stabilendo il suo primato personale.

Wesley esordisce segnando il gol vittoria contro il Bologna all’Olimpico. Gasperini capisce subito il suo valore e le sue qualità, affidandogli le chiavi del gioco sulle fasce. In mente viene anche il tiro a giro di rara potenza e precisione nel pareggio per 3-3 contro la Juve, ma persino il suo inserimento perfetto per il gol dell’1-0 finale contro il Como o il suo esordio con assist in Coppa Italia. Insomma, il brasiliano sta dimostrando di essersi adattato al calcio di Gasperini. Ci sono stati però pure momenti difficili, come l’infortunio alla caviglia, che ha fatto temere un lungo stop. Difficile poi non pensare poi all’espulsione, a dir poco discussa, con il Como, con tanto di sfogo nel post partita. Insomma, il carattere non gli manca.

Chi è più forte

Mancino educato, visione di gioco, qualità e tiro: queste le armi di Dimarco. Il nerazzurro fa anche della duttilità e degli inserimenti senza palla delle caratteristiche che lo rendono un giocatore a tutta fascia quasi letale in fase offensiva. Personalità, determinazione e senso della posizione completano il suo identikit. Incredibile velocità e la spinta costante sulla fascia destra sono invece il marchio di fabbrica di Wesley. Progressione atletica, dribbling e uno contro uno lo rendono un esterno a dir poco efficace. Pecca un po’ in fase difensiva, ma il futuro è dalla sua parte. Insomma, l’interista, a oggi, ha qualcosa in più. Ma occhio al futuro.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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