Osservatorio
D’Aversa ci mette la firma: il riscatto e la sua filosofia

D’Aversa si sta riprendendo la scena da quando è arrivato sulla panchina del Torino: per lui è una vera e propria rivincita. Tutto è cominciato il primo marzo, con la bella vittoria sulla Lazio. Ma la sensazione è che, per i piemontesi, sia in corso una vera e propria inversione di rotta. Ma pare essere proprio il tecnico il vero protagonista principale.
Dalla cavalcata con il Parma all’Empoli: un mix di alti e bassi
Il mister ha avuto esperienze altalenanti nelle sue precedenti panchine, caratterizzate da grandi scalate iniziali e finali più complicati. Sicuramente quella al Parma è stata la sua esperienza più iconica. Infatti ha guidato i ducali in una storica cavalcata dalla Serie C alla Serie A, con due promozioni consecutive. Successivamente sono arrivate due ottime salvezze nella massima serie, sciorinando anche buone trame di gioco. L’allenatore è però stato esonerato nell’agosto 2020, per poi essere richiamato nel gennaio 2021 nel tentativo di evitare la retrocessione in Serie B. Una missione fallita, con gli emiliani finiti in serie cadetta. La panchina successiva è stata quella del Lecce nella stagione 2023/2024. Partito con il piede giusto, c’è però poi stata una flessione di risultati. La causa dell’esonero è però stata una testata inflitta all’attaccante del Verona Thomas Henry al termine di una partita. I due si sono poi chiariti telefonicamente, con il tecnico squalificato per quattro giornate a cacciato dai salentini. D’Aversa è stato successivamente scelto per guidare l’Empoli nella stagione 2024/2025. Nonostante un inizio coraggioso e la valorizzazione di diversi giovani, l’esperienza si è conclusa con una retrocessione in Serie B al termine del campionato. Durante questa parentesi ha anche dovuto affrontare problemi di salute personali, come una paresi facciale momentanea. Insomma, un mix di alti e bassi, con un finale tutt’altro che positivo.
L’occasione Torino
Ed è proprio per questo che il suo arrivo al Torino nel febbraio 2026 rappresenta quindi una vera e propria occasione di riscatto dopo le ultime due parentesi concluse negativamente. Ai granata D’Aversa sta provando ad applicare la sua filosofia di gioco, fatta di di pragmatismo moderno e verticalità estrema. Un suo pilastro ineccepibile è la difesa alta, con i difensori che, accorciando subito verso il centrocampo, hanno l’obiettivo è rubare palla lontano dalla propria area per colpire l’avversario scoperto. L’ex Parma è poi un maestro delle ripartenze. Al Torino sta riproponendo proprio quel calcio verticale visto in Emilia: pochi passaggi orizzontali, ricerca immediata delle punte o degli esterni per puntare la porta. Uno dei suoi punti di forza è poi l’elasticità nei moduli. Infatti, pur partendo spesso, Ssa passare al 4-2-3-1 o al 3-5-2. Un modo per adattarsi alle caratteristiche dei giocatori, mettendo sempre l’equilibrio difensivo al primo posto. E, a proposito di calciatori, D’Aversa punta molto sulla valorizzazione dei singoli, avendo la la capacità di rigenerare giocatori fisici e veloci. Al Parma è stato il caso di Gervinho, mentre a Lecce Krstovic. Ora al Torino sta puntando forte sulla rapidità di Vlasic e la concretezza di Simeone. E la sensazione è che per i granata, sia tempo di riassetto e rinascita. E che per D’Aversa sia tempo delle rivincite. Dopo le cadute e le ombre del recente passato, Torino sembra essere il posto giusto al momento giusto. Se il buongiorno si vede dal mattino, e dalle vittorie contro Lazio e Parma, Roberto D’Aversa ha finalmente trovato la piazza ideale per trasformare la sua sete di riscatto in un progetto solido.










