Editoriale
Settimana nera per le italiane in Champions: Inter gelata in Norvegia
È stata una settimana nefasta per le italiane nei playoff di Champions League. Tre partite, tre sconfitte, e un segnale chiaro: il calcio italiano, almeno in questo momento, fatica a reggere l’urto europeo.

La Juventus è stata sconfitta, anzi travolta letteralmente, in Turchia dal Galatasaray con un pesante 5 a 2. L’Atalanta ha perso in modo perentorio 2 a 0 sul campo del Borussia Dortmund, mentre l’Inter è caduta nell’inferno nordico contro il Bodø/Glimt, risultato finale 3 a 1 per i padroni di casa. Tre risultati che allontanano sempre di più il sogno del quinto posto Champions per la Serie A.
Le gare di ritorno lasciano ancora uno spiraglio, certo, ma servirà una vera impresa. L’Atalanta sembra avere un piede fuori, mentre Inter e Juventus dovranno ribaltare risultati complicati contro avversari che hanno dimostrato di possedere una caratura internazionale tutt’altro che marginale anche se sulla carta erano quelli da battere.
L’Inter tra dominio interno e limiti europei
Se in Italia l’Inter continua a dominare — e ieri sera ha festeggiato anche il pareggio del Milan contro il Como, che lancia i nerazzurri a +7 — in Europa emergono difficoltà evidenti. La recente finalista di Champions è caduta su un campo storicamente ostico per le grandi del calcio internazionale. Perché il Bodø/Glimt non è più una sorpresa: in passato hanno perso qui squadre come Roma, Lazio e perfino il Manchester City. I numeri sono impressionanti: 33 vittorie in 44 gare europee casalinghe.
Il primo tempo della partita di ieri è stato equilibrato, ma nella ripresa la gara è cambiata. I norvegesi erano passati in vantaggio con Fet, l’Inter aveva reagito come poteva: palo di Darmian, poi il pareggio con la girata vincente di Esposito. L’illusione, però, è durata poco. Un altro palo, questa volta di Lautaro Martínez, e soprattutto l’infortunio al polpaccio dell’argentino attorno all’ora di gioco segnano il punto di svolta. Nel giro di pochi minuti arrivano i colpi decisivi di Hauge e Hoegh, autore anche di due assist, che indirizzano il match vero la vittoria per i padroni di casa. “Solo dei salmonari” secondo qualche assurdo commentatore sportivo ed ex calciatore, appena qualche anno fa.
Il fattore Bodø e la lezione europea
Il Bodø/Glimt conosce ogni dettaglio del proprio campo sintetico, il freddo, il vento, il ritmo. Ha costruito su questo il suo segreto, la sua forza, ma non solo. Non possiamo ridurre la vittoria di ieri e altre 32 come un fattore ambientale. Il Bodo è una squadra ben allenata, ben messa in campo, con giocatori validi. Una squadra, soprattutto, che conosce la propria identità. Gioca senza paura, con consapevolezza, trasformandosi in una vera bestia nera europea.
È qui che emerge il divario: non tecnico puro, ma di atteggiamento, continuità e maturità internazionale. L’Inter può ancora ribaltare il playoff — due gol sono recuperabili — ma la sensazione è che alle italiane manchi ancora qualcosa per imporsi stabilmente ai massimi livelli.
La crescita europea passa anche da sconfitte come queste. E dalla capacità di imparare da chi, come il Bodø/Glimt, ha costruito la propria grandezza partendo proprio dalle notti che sembravano impossibili.









