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Totti e la Roma, il ritorno possibile: un’idea che parla al cuore giallorosso
Ranieri apre al riavvicinamento tra il club e il suo simbolo, ma il nodo resta il ruolo di Totti

E insomma, Francesco Totti sta davvero per tornare alla Roma. O almeno, l’idea è tornata a circolare con forza, rimessa al centro del dibattito da Claudio Ranieri, che ha acceso una luce su un possibile riavvicinamento tra il club e il suo simbolo più grande. Nessun contratto, nessuna firma, nessuna ufficialità: solo un’intenzione, ma di quelle che pesano. Perché quando si parla di Totti, a Roma, non si parla mai “solo” di calcio.
L’annuncio, o meglio l’apertura, arriva direttamente da Ranieri: «I Friedkin stanno pensando al ritorno di Francesco Totti. Lui è una parte della Roma». Parole semplici, ma cariche di significato, che riaprono una ferita mai davvero rimarginata, quella del 2019, quando Totti lasciò la dirigenza giallorossa sbattendo la porta. All’epoca parlò chiaro, sentendosi messo ai margini e promettendo un ritorno solo con un’altra proprietà. Oggi quella proprietà c’è: Pallotta non è più al comando, i Friedkin sono al timone e hanno un obiettivo evidente, rafforzare il brand Roma e rinsaldare il rapporto con la tifoseria.
In questi anni qualcosa è stato fatto, tra il recupero di simboli identitari e il tentativo – poi abortito – di ricostruire un filo diretto con la città, come dimostrato dal ritorno di De Rossi prima del brusco cambio di rotta. Ma se c’è un nome capace di unire tutto, quello è Totti. Non a caso anche Radja Nainggolan ha detto la sua, con parole come al solito nette: “Parlo da suo amico e da persona neutrale. So che se si parla di Roma si parla di Totti. Sono stato all’Inter e lì c’era Zanetti vicepresidente, perché Totti non lo può fare? Con Totti ricresce il brand Roma, sarebbe interessante. Poi è un uomo di calcio, attaccato a Roma, non capisco perché non dovrebbe funzionare“.
Il punto centrale, però, resta il ruolo. Perché Totti non può e non deve essere solo una bandiera esposta. Serve un incarico chiaro, strutturato, tecnico. Lo ribadisce anche Walter Sabatini: “Dal mio punto di vista sarebbe una scelta bellissima ed opportuna. Perché? Per il campione che è stato e per quello che ha rappresentato. Io credo che dello spazio per lui nella Roma ci dovrà sempre essere”. E aggiunge, chiarendo la direzione: “L’importante è che sia un rientro con un ruolo definito, con un taglio tecnico e non di mera rappresentanza”.
Totti uomo di campo, di talento, di visione calcistica. Non un volto da cerimonia, ma una risorsa viva per costruire il futuro. È questa l’idea che prende forma, mentre sullo sfondo c’è un traguardo simbolico enorme: il centenario della Roma. L’obiettivo dei Friedkin è chiaro, festeggiarlo riportando a casa il simbolo più potente. Perché certe storie, a Roma, non finiscono mai davvero.









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