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Calciomercato: il flop di Milan, Juve e Napoli tra acquisti inutili e caos societario

Furlani scavalca Tare, Comolli colleziona fallimenti e Manna resta schiacciato da Conte: l’analisi spietata di una sessione di gennaio che ha umiliato le grandi della Serie A

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Furlani

Milan, Juve e Napoli sono uscite disintegrate dal calciomercato di gennaio a livello d’immagine. I tre club sono la fotografia di cosa non funzioni in Italia: zero programmazione, dirigenti inadeguati e acquisti inutili. Furlani, Comolli e Manna si sono rivelati del tutto incapaci di tenere il polso della situazione dei rispettivi club. Il dirigente rossonero, in particolare, ha scavalcato nuovamente Tare, dando vita a una nuova pantomima sull’attaccante. Dopo quella con Boniface questa volta è stato il turno di Mateta. 

Milan, Furlani e l’affare Mateta

Ciò che è successo tra il Milan e Mateta ha dell’incredibile. I rossoneri si sono fiondati sul francese che era attenzionato da diversi club. Furlani è addirittura volato n Inghilterra per bruciare la concorrenza. Dopo aver convinto il giocatore a accettare la destinazione e aver spinto l’offerta a oltre 30 milioni per convincere gli inglesi, Furlani ha fatto saltare tutto. Motivo: ha sottoposto Mateta a ulteriori esami sulle ginocchia che lo hanno di fatto bocciato.

Da notare che il francese non ha mai avuto gravi problemi se si eccettua una lacerazione del menisco che risale al mese di luglio 2019, quando ancora giocava nel Mainz in Bundesliga. A dicembre 2025 lamentò un fastidio al ginocchio, ma da lì in poi è arrivato a giocare otto gare di fila da titolare. Possibile che Mateta abbia deciso di giocare nonostante il dolore?
Quella del Milan sembra essere l’ennesimo dietro front di una dirigenza dove si continua a fare confusione sui ruoli operativi. Perché dell’acquisto non si è occupato Tare? Perchè Furlani continua a intromettersi nella gestione del calciomercato? Che fine ha fatto Ibra? Domande che al momento non hanno risposta e che finiscono per danneggiare il Milan e i suoi tifosi

Juve, la pantomima di Comolli

Con l’ingaggio di Ottolini la Juventus sembrava essersi dotata di un uomo di campo in grado di svolgere il ruolo operativo di acquisti e cessioni. La realtà è diversa. Del mercato continua a occuparsi, con esiti disastrosi, Comolli. L’ingaggio di Jeremie Boga è l’ennesimo acquisto insensato di un dirigente che non ha capito dove si trova. Il balletto delle punte (Mateta, En Nesyri, Kolo Muani, Icardi) rende l’idea di una situazione di totale sbando e senza una linea comune. Aggiungiamoci lo scambio Joao Mario-Holm, che, di fatto, rimedia a uno dei tanti flop del dirigente francese, dato che il portoghese non si è mai inserito ed è stato bocciato sia da Tudor che da Spalletti. Ci sono poi gli acquisti di Openda e Zhegrova fin qui inutili e l’affare Rugani. All’italiano è stato prima rinnovato il contratto e poi ceduto alla Fiorentina. Anche l’ingaggio di David, nonostante il canadese sia in ripresa, genera dubbi. Insomma: a oggi la gestione Comolli è totalmente deficitaria. Il francese sta combinando disatri in serie. Data la scarsa pazienza dimostrata da Elkann in precedenza, il suo tempo sembra essere agli sgoccioli.

Napoli: Manna e le crisi di Conte

La gestione di Conte della rosa messagli a disposizione da Manna questa estate è stata fallimentare. Il tecnico ha bruciato un’intera campagna acquisti con scelte scriteriate. La gestione Vergara è la fotografia della stagione. Ai margini fino a che il tecnico non è stato costretto a metterlo in campo. Manna a gennaio ha ceduto Lang e Lucca per cui era stato fatto un investimento da 60 milioni totali in accordo con Conte e a oggi la squadra è più debole. Il problema del Ds è che deve fare i conti con due personalità forti come De Laurentiis e Conte che lo stritolano a livello di personalità e ne limitano l’operatività.

Di certo  Conte non sarà felice di questa situazione, ma è lui il principale colpevole. L’allenatore, mai come in questa stagione si è dimostrato inadeguato sia nel capire i vari momenti della stagione, sia nel gestire il patrimonio tecnico a disposizione. Di fatto ha finito per bruciare un patrimonio tecnico e competitivo importante, finendo anche per indebolire il suo Ds. A fine stagione probabilmente le strade di Conte e del Napoli si separeranno, ma, dopo quest’ultima stagione in cui l’allenatore si è dimostrato incapace di gestire due competizioni, sarà curioso capire quale sarà il suo futuro.

Giornalista, web content e SEO Copywriter. Sono una delle firme storiche di Sportcafe24. e da oltre 10 anni vi racconto storie di sport e indiscrezioni di calciomercato

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