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Inter a +8 e la “sciarpa del Bologna al collo”

Non solo Yildiz: la metamorfosi della Juve di Spalletti che ora vince con i gol di Bremer

Mentre il Napoli continua a vincere ma continua anche a perdere i pezzi (questa volta a uscire dal campo è il capitano Di Lorenzo) e il Milan se la vedrà domani sera con il Bologna, ci sono due squadre che stanno lanciando segnali chiarissimi al campionato.

La prima è l’Inter, padrona assoluta, sempre più sola, sempre più forte, sempre più rodata. La seconda è la Juventus, che non avrà ambizioni tricolori, ma il passo delle ultime giornate è veramente da Champions League. Ed è quello il vero obiettivo degli uomini di Luciano Spalletti.

Inter, gestire per dominare

L’Inter non incanta sempre, ma sa quando colpire. E a Cremona non si è vista la versione più brillante della capolista, eppure è bastato poco per mettere la partita in cassaforte. Un tempo giocato con ordine, poi controllo, ritmo abbassato e nessuna reale sensazione di pericolo. È questo il segno distintivo delle squadre mature: scegliere quando accelerare e quando amministrare. Otto punti di margine sul Milan, con una gara in più e la sciarpetta del Bologna nascosta sotto il giubbotto, raccontano di un gruppo che non sbaglia quasi mai le partite “sporche”.

E che ha ritrovato anche le giocate dei singoli. Ieri Lautaro Martinez e Piotr Zielinski hanno fatto questo: due firme di qualità dentro una prestazione di sostanza. Il colpo di testa del capitano, perfetto per tempo e scelta, nasce dalla solita intesa con Dimarco ed è il manifesto della sua fame, amplificata dal turnover europeo. Il destro da fuori di Zielinski, leggermente deviato, è invece l’esempio di come il talento sappia farsi strada anche nei momenti di minore brillantezza collettiva. E Chivu sorride non solo per i numeri (che dicono dieci vittorie nelle ultime undici) ma soprattutto per la gestione delle energie e delle rotazioni, vero tema della stagione. Intanto, però, Lautaro predica calma: il campionato è ancora lungo. E a Milano, sponda nerazzurra, lo sanno bene.

La nuova forma della Juventus

Se l’Inter vince per controllo, la Juventus lo fa per armonia. A Parma arriva una goleada che vale il ritorno al quarto posto e certifica una crescita evidente. Anche qui, una crescita di gruppo, che diventa superiore all’estro del singolo: se Yildiz non è in giornata non è più un problema ed è merito di Spalletti. Ieri sera addirittura Bremer, difensore centrale, mette a segno una doppietta, McKennie è tornato a essere l’uomo ovunque. David sembra essersi sbloccato anche mentalmente.

Merito di tutto questo è sicuramente del tecnico di Certaldo, che ha ridisegnato l’assetto, ha chiesto sacrificio e, adesso, raccoglie i frutti. Certo, il filotto di partite che attende la Juve è durissimo, tra campionato, Coppa e Champions, ma l’impressione è che la squadra abbia finalmente trovato una musica riconoscibile. Una musica che piace al suo allenatore, ma soprattutto ai suoi tifosi.

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