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Andrea Conti, un grande talento, un lungo calvario e tanta sfortuna

Foto di Andrea Conti con le mani tra i capelli: la disperazione di un talento sfortunato

La storia di Andrea Conti è stata senza alcun dubbio una delle più tristi degli ultimi anni. Ritiratosi lo scorso aprile, ripercorrere la sua carriera può far capire come, a volte, la sfortuna può farla da padrone e fare la differenza.

L’esplosione all’Atalanta, l’incubo al Milan

Il classe 1994 è esploso all’Atalanta, squadra dove è cresciuto nel settore giovanile. La stagione dove ha messo in mostra le sue qualità è quella 2016/2017, sotto la guida di Gasperini. Infatti è stato proprio quest’ultimo a dargli grande fiducia e a puntare su di lui. Il nativo di Lecco ha risposto a suon di prestazioni, gol e assist. Giocando da esterno destro, il buon Andrea ha segnato otto gol e ha attirato l’interesse di molti club. A spuntarla alla fine è stato il Milan, che ha investito ben 24 milioni di euro. Quella che sembrava la più bella delle favole è diventato per lui il peggiore degli incubi. Il 15 settembre si è infatti rotto, in allenamento, il crociato anteriore del ginocchio sinistro. La sfiga ha però colpito anche nel marzo successivo, quando ha riportato una nuova lesione e una forte trauma discorsivo, che l’hanno costretto a tornare di nuovo sotto i ferri. Tornato in campo nel dicembre del 2018, piano piano è riuscito a ritrovare spazio e continuità. Nell’annata 2019/2020 ha giocato ben 26 partite sotto la guida prima di Giampaolo e poi di Pioli, alternandosi a Calabria. Nonostante ciò, ha continuato ad avere problemi al ginocchio, rimanendo ai box per quasi tre mesi.

Le ultime avventure e il ritiro

Conti, vista la tutt’altro che idilliaca avventura al Milan, ha cercato di ritrovarsi e rilanciarsi altrove. Poco fortunata l’avventura al Parma, sia per le sole 11 partite che per la retrocessione dei ducali. La sua ultima avventura è stata la Sampdoria, dove ha ritrovato il gol dopo quasi cinque anni di digiuno. In blucerchiato ha totalizzato solo 12 presenze in tre anni. A dominare sono stati ancora i problemi fisici, con un’ irritazione al tendine della caviglia, che l’ha tenuto ai box per più di 200 giorni e costretto a sottoporre a un  altro intervento, e un grave problema muscolare, che l’ha tenuto lontano dai campi per oltre 100 giorni, a portare alla decisione del ritiro. «Sapevo che dopo la fine del contratto con la Samp non sarebbe stato facile e ne ho avuto riscontro in questi mesi, in cui comunque nessuno mi ha chiamato. Quindi meglio accettare che è finita e andare avanti. Futuro? Non so cosa farò, non voglio prendere decisioni avventate», ha dichiarato in una recente intervista a La Gazzetta dello Sport. A 31 anni, forse potrebbe restare nel mondo del calcio. Ma chissà…

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